luogo di farfalle 1966 una società di autòmi, ma la figura dell’animale libero, forte e mansueto, speculatore dell’infinito in una notte stellata, sognatore di giorno in un prato costellato di tiori. Irene Invrea, ci invita, forse è meglio dire, nel mondo della grazia intatta di ciò che germoglia, sboccia e fiorisce, di ciò che si senie vivere. Con lei entriamo nel regno di una primavera perenne ; se « Primavera » significa, prima ancora che una stagione, che l’artista sa evocare con minuziosa descrizione di foglie, petali e piume tenerissime e con colori smaltati, una situa-