Nella vita qualcosa la spaventa ? L’ordine. Alle spalle dei miei uomini dipingo il « deserto ». Io credo che non ci sia nulla che atterrisca, che smarrisce l’uomo come l’ordine. Questo mi serve a esprimere quel mistero e quella paura che l’uomo sente di fronte alle cose. Il deserto è una saggezza cosmica. Noi siamo un granello di sabbia intrappolato in questa saggezza senza confini, ma restiamo estremamente insignificanti. Quali sono i pittori che ha amato ? Cosine Tura perché cattivo, superbo, perfetto ; poi E1 Greco perché sfuggente come il sogno, inebriante, forte nel deliquio dello spirito. Due personaggi antagonisti. Due confini. Qual’é la visione che la stimola di più ? Quali sono le apparenze che la inducono ad ancorare delle immagini ? C’é sempre nel nostro orizzonte un passaggio di forme estranee. Può essere una cosa, una strada, un filo d'erba, una pianura, una collina, la luce del sole sul mare o il buio della notte sopra gli alberi. Ma il più grande spettacolo che frantuma noi stessi é la bellezza del corpo umano. Quando la sua pelle vitale ed assorbe teneramente la luce ogni novella teoria intellettuale si dimentica per deliberatamente ritrovarsi nell’antico primordiale delle origini. Dipingere un nudo è sublime. Non c’é teoria estetica che possa dare al pittore l’autentico piacere della pittura. Questo corpo é acqua eterna ; dolcemente é la bellezza di tutto il mondo. Vi é attorno ad esso una vertigine talmente alta che il resto é tenebra. Trovo che in più il corpo della donna é, nei particolari, forte come la morte, terribile come il fuoco, impressionante come un limite. Essa è tutta la superficie terrestre, dove possiamo vivere senza fame né sete, ma che infine ci aiuta a morire. Esso é dopotutto un estremo deserto solitario e allucinante. Può la pittura salvare l'uomo ? Che lo aiuti a giustificarsi e a comprendersi. Verrà un giorno in cui l'opera dell'artista sarà sostituita dagli allucinogeni, ma non la sua presenza. L’artista é un moltiplicatore della spiritualità congenita dell’uo-mo comune (che, frammentariamente, possiede tutti i requisiti per essere artista). L’artista autentico sviluppa questi frammenti, completandoli, portando cioè l'intelletto al livello sensibile del mistero. Resta inteso che l’arte é un moltiplicatore della sensibilità. Praticamente agisce come stimolante intellettuale, mobilitando delle sensazioni innate ma sconosciute. Essa é una finestra aperta nel cielo degli orizzonti desiderabili. 1967