mosconi lodovico mosconi è nato a piacenza nel 1928. - vive e lavora a milano. « Les belles choses que nous écrirons si nous avons du talent soiit en nous, indistinctes, comme le souvenir d’un air, qui nous charme sans que nous puissions en retrouver le contour... ». Ormai leggiamo e vediamo e riflettiamo Proust come entro un cerchio critico. Raramente sappiamo concederci al moto ondoso del « tempo » proustiano. Del « romanzo annegato in un trattato », come lo ha voluto definire Spitzer, è rimasta in noi non una grande ombra ma una traccia fossile, un’armatura che ci sorregge ma insieme ci chiude. Il lettore ideale di Proust non è più tra noi, tranne esemplari, audacissime o timide, eccezioni. I sogni colorati, graffiati, contradditori, di Lodovico Mosconi, sono forse una di queste eccezioni. Vanno e vengono da Proust, ma senza comandi, senza « commissioni » e « committenti » esterni. Sono favole balbettate, critiche private, accenni di discorsi che si avviluppano entro una ragnatela. Più paiono stentare, più risultano vivi ; più denunciano gracilità, più se ne liberano con un sospiro, un contorcimento. Sans doute l'amour n'est pour aucun être absolument facile, il exige la recontre d'êtres qui souvent suivent des chemins différents... Lodovico Mosconi non è quel che si dice un proustiano. Il suo incontro con un « suo » Proust è una tappa del suo incontro con se stesso, le sue difficoltà oggettive e soggettive, le sue memorie, i suoi scandagli psicologici, il suo giudizio ora severo, ora saggio, ora ilare, ora mortificato, ora arbitrario. Questo incontro ha determinato un atto d’amore, che si potrebbe definire gratuito solo perchè è nato senza imposizioni, ma dal Caso e dalle regole che subito il Caso impone, quanto decide di agire. Quindi la sua « lettura » di Proust non è il solito omaggio, ma una presa di contatto, un modo di confessarsi allo specchio, di ribaltare ad uso proprio i solai della memoria, frugarvi dentro fino all’ossessione... puisque nous possédons en nous, comme l'aiguille aimantée ou le pigeon voyageur, les sens de notre orientation. GIOVANNI ARPIÑO