naldi venino naldi è nato a baricella (bologna) nel 1928. - è morto a bologna nel 1966. Le ultime opere di Venino Naldi dimostrano chiaramente come i! giovane pittore bolognese, immaturamente scomparso lo scorso anno, fosse giunto ad una consapevole maturità, sia per quanto con cerne la formulazione del suo discorso, sia per quanto riguarda la espressione formale dello stesso. Si tengano presenti a questo proposito le origini culturali dell’artista il quale, attraverso una dialettica precisa ed attenta ai motivi ed alle atmosfere di un’epoca dominata da una tensione materica, pervenne al superamento graduale di qualsiasi contingenza informale, articolando variamente una personale facoltà evocatrice. E’ quindi interessante ricordare il suo primo importante conlatto con il pubblico e la critica. Nel 1958 Naldi in una collettiva — si tratta di una rassegna di notevole valore intitolata « 13 Pittori Figurativi » ed allestita al Circolo di Cultura di Bologna — espose tra l’altro un paesaggio nel quale alitava una astratta sospensione metafisica mentre la composizione veniva ad essere quasi avvolgente. Poi il discorso continuò e, da un certo punto di vista, raggiunse una dimensione più precisamente surreale, addirittura enigmatica. Stiamo pensando a quelle statuette plasmate sempre nel medesimo torno di anni sulle quali rimane una bellissima testimonianza inedita di Alain Jouffroy il quale annotava che esse «non spiegano il mistero ma lo significano ». La componente enigmatica di queste opere infatti è fortissima al punto da giungere ad una palpitante ieraticità che nulla ha però di sacrale. S’è parlato di evocazione, ebbene, in questi Totem del tutto fuori tempo, in queste divinità di una religione mai esistita è come raggelato il senso dell’eternità, il mistero della vita che imperturbabilmente si snoda tra miriadi di personaggi destinati a soccombere come singole individualità ma non certo come specie ; all’enigma però è unita anche l’ironia, quelPineffabile distacco, che può parere addirittura crudele ed inumano, che si trova nel sorriso dell'Apollo di Veio.