appuntamento spaziale 1966 fantascientifiche invenzioni dei fumetti. E in questo caso il collegamento, il tramite, sarebbe costituito dall’oggettualità delle immagini di Naldi mentre il fattore che verrebbe ad escludere un simile con-nubbio consisterebbe sempre in que’la dilatazione di carattere poetico e conflittuale tra ironia e contestazione, tra fantasticheria e timore di una realtà. La macchina-oggetto insomma, mentre è sottoposta con questo processo ad una demitizzazione diviene contemporaneamente spettacolo e l’osservatore, per l’atemporalità di queste proiezioni spaziali, si trova inserito in un mondo di apparenze in cui il vero viene annullato, svisato e quindi riespresso al punto da fargli vivere una cosciente evasione che è anche 1111 rassegnato modo di essere in un mondo nuovo. Non per nulla la presenza dell’uomo, negli spazi siderei di Naldi, si avverte chiusa in perfettissimi strumenti mentre tutto ciò che la coinvolge diventa lontano e silenzioso, senza inizio nè fine. LUIGI LAMBERTINI, 1966