Naldi ha il potere, nella sua ossessività, di essere lucido e vi rie-.^ce anche in virtù della tecnica che usa, nella quale l’intervento « di mano » è ridotto veramente al minimo. Ma anche quando fa dell’in-cisione o della litografia (un’altra delle tecniche nelle quali, con la ceramica, è maestro) queste caratteristiche vengono mantenute. Questi sono alcuni appunti che ho steso di volta in volta sul mio taccuino visitando le mostre di Venino Naldi negli ultimi due anni. L’artista, ultimamente, aveva intensificato la sua attività in una specie di parossismo allestendo fino a due personali contemporaneamente. Pareva quasi consapevole della sorte che avrebbe brutamente interrotto la sua ricerca proprio in un momento di particolare tensione e creatività. La sezione che gli dedichiamo in questa mostra non è un omaggio all’artista scomparso ma l’affermazione della validità di un pittore ancora ben vivo e operante e veramente, concretamente presente nel panorama della giovane pittura italiana. RENZO MARGONARI, 1965, 1966