il telefono rosso 1966 Alla presenza di questi uomini-numero, privi di testa, senza connotati o — in altri casi — dai lineamenti che alludono chiaramente a celebrità della gerarchia politica neocapitalista, agli interni asettici e impersonali, alle tapezzerie raffinate e standardizzate, a questa rappresentanza di manichini e smokings vuoti, Pedrazzoli oppone — come simboli positivi — squarci di natura, cieli aperti, personaggi nudi la cui carnalità si oppone violentemente alla piattezza sofisticata degli abiti da sera. Qualche volta la natura — nel viticcio di una pianta che avvinghia una mano o la cornetta del telefono — prevale sulla freddezza compassata di questo uomo-integrato-standard. Si crea così una violenta tensione dicotomica tra gli elementi del dipinto nel quale il colore concorre — talvolta in modo decisivo — ora freddamente obiettivo, ora raggelato e incisivo. RENZO MARGONARI, 1967