la spelato, tronfio, la retina nei capelli, le braghette di cerata, tiene nel palmo della mano destra in cima al braccio steso il suo bimbo in piedi, piuttosto aggressivo. Il grosso babbo è rinchiuso fino a metà gamba in un pulpito violaceo e verde. Poi la prima delle coppie con il tramezzo. Questo presenta una finestrella ed un orifizio quadrato. Lui vuole baciarla, lei è innamoratissima, suo è il formicone che si può catturare sull’orlo del tra-mezzo. E’ tra-sesso, è un... La coppia di destra, in alto : quale tra-mezzo più adatto al riconciliamelito di dut amanti divisisi anni fa ?! Ma è vecchio e scheggiato e di materiale scomodo alla loro furia. Poi l’ultima coppia : possiede un tra-mezzo come un arnese da surfin. I due non si toccano e non si vedono e lei è completamente schiacciata, ma non vuol dire che meriti meno di lui di trovarsi in questa situazione. Gli ultimi quattro amanti si trovano particolarmente in pena per via del suolo nero che li fa scivolare, allora i movimenti dove una presa sarebbe necessaria non faranno attrito e prendersi sarà per modo di dire. Oltre, la nave cisterna ancorata ad un molo franato chiaramente riconoscibile (lo dico io, chissà quanti moli così esistono a Danzica) è un gioco di legno da Mari del Sud con i sacchi della posta e tutto, le bandierine, la scialuppa gialla. Si dà delle arie quella appoggiata al bordo della piscina centrale, e ostenta. Ricca forse, ha smesso la cuffia con le ninfee di gomma ; porta un affanno che non è dovuto alla « nuotata ». Il suo uomo certamente la scherza. Le si tuffa davanti goffamente. E’ goffo nei suoi mutandoni viola, ma è bello : fa un gesto che ci piace. E’ l’architetto ironico responsabile dell'uscita dall’albergo per raggiungere il centro di un’ambientazione sfavorevole per tutti meno che per lui. Il terzo del gruppetto è ambiguo, forse l’amico succube che da una parte si tuffa puntando le mani dall’altra puntando il pezzo. Gli oggetti di marmo si avvicinano ad una disposizione, ma restano oggettini. Danno un disgustoso assembramento da giardino riposto dietro il retro della botteguccia in Provenza. Che posto un cuore affollato e circondato da una folla. C’è la tracotanza di un cuore tracotante. Dunque : ... c’è grazie a Dio qualche certezza, che non è amore se non si ama bene... Più tardi. Ci sono anche i fanali e un filo giallo aggiunto. Un trampolino da dove si tuf fa l’architetto ironico. L'uscita a quinte sul mare. La figuretta sul molo. Altro ; è stato nominato tutto, credo. E’ stato scoperto con R. 1111 titolo per tutto ciò : L’acqua del cuore. Benissimo, come liquido del cuore, come acquina nel cuore, come pus nel cuore, come lavare il cuore e beninteso come buttarlo a mare. Come cuore-regione. Salata e non salata. Dal costato di Cristo, quando il Centurione vi infilò la lancia, uscì un getto di sangue misto ad acqua. Ecco quell’acqua lì. GIORGIO POPPI, 1967