f. 3, 1964 dissolutoria dell’analismo che va conducendo sugli oggetti nelle sue ultime prove un Ghermandi. E quella concretezza e autenticità di partecipazione che 1111 Trub-biani incontra nel lavoro diretto, nell’esercizio fabrile sul metallo. Rimondi in fondo la realizza proprio nel contatto oggettuale, in questa densità e fisicità radicale con la quale si vengono formulando nella sua immaginazione i temi appunto di questa scultura-racconto. Accanto a Vacchi — che pur muove verso una ben diversa tematica — entra dunque in gioco con Rimondi nel contesto del dibattito attuale quel peso di un’estrazione solidamente terrena, consistente e piena, golosa di partecipazione, esuberante e generosa, che sembra