salióla antonio salióla è nato a bologna nel 1939. - vive e lavora a bologna. Colpisce nelle recenti tele di Saliola la presenza di un «visus», un volto: tirato e inquieto, oppure alterato nel languore deluso, è pur sempre volto, con due occhi (e non il Polifemo del primo periodo), una mente, una fantasia. Conseguenza di questa decisiva iniezione di confidente risentita umanità è la rappresentazione anche dei vari frangenti di realtà: come natura, animale e vegetale, e come opera di uomini (brani di arredamento, ecc.); realtà ora esalata con passivo ma sofferto adeguamento, ora percepita con deformante ed elegiaca aggressività. Gli elementi narrativi, cose e personaggi, evitano comunque ogni banalità non subendo la cattura della loro essenziale ed oggettiva prevedibilità e trovano riscatto in una durata e in uno spazio del tutto mentali. Siamo di fronte quindi ad una realtà distorta e accostata o fusa, nelle sue membra, liberamente secondo gli impulsi emotivi e fantastici dell’autore. Il fantastico caratteristico della pittura di Saliola appare dettato insieme da una viscerale istintività e da una colta fruizione di vita (tecnicamente si veda il grosso segno delimitante, di rabbiosa e affrettata corposità, o invece la sua assenza, contornando i colori stessi, e le varietà e gli accostamenti dei piani di colore, ora più torniti, dotati, rispetto a quelli volutamente squallidi di un recente passato, e la struttura degli spazi, ora concitata ora dilatata e rasserenata), mentre un’ironica nostalgia recupera paretiche atmosfere passate (una manica nera, un polsino bianco, ornamenti liberty, ecc.). Non appare qui il mondo di oggi, nei suoi abusati simboli di