stefanoni tino stefanoni è nato a lecco nel 1937, dove vive e lavora. Nella situazione attuale delle arti visive, il margine disponibile per il fantastico sembrerebbe essersi consumato, polarizzati come sono gli interessi da un lato verso il reperto ready made e, dall’altro, verso la pura stimolazione ritmica. La fantasia sembra esser rimasta prerogativa delle ramificazioni del surrealismo e quindi legata alle esigenze di poetiche determinate : comunque difficilmente conciliabile coi contributi linguistici recati dalle più recenti tendenze. La nota più singolare e stimolante del linguaggio di Tino Stefanoni è, appunto l’introduzione di una dimensione squisitamente fantastica dentro un’immagine costruita mediante un’organizzazione di segni che sembrerebbe destinata ad una comunicazione rigidamente sensoriale. Ad 1111 esame analitico, il linguaggio di Stefanoni si rivela strutturato dalle relazioni seriali di segni e simboli di diversa estrazione, da cui tuttavia l’elemento fantastico sembra programmaticamente escluso : gli stessi simboli iconici, paesaggi e figure, sono di così elementare schematicità da escludere ogni ambiguità. E l’organizzazione dei segni nell’immagine, sembra interessata unicamente a seguire le leggi proposte dagli psicologi gestaltici, a tal punto da presentare evidenti analogie con certi tests sulla percezione visiva. Il primo embrione fantastico, in sede di lettura analitica, lo si ravvisa attraverso la comparazione dei singoli iconogrammi, nel loro mutare rispetto ad un archetipo facilmente individuabile : lo smontarsi del paesaggio nelle sue componenti distinguibili come concetto oltre che come forma (casa, tetto, albero, suolo, nuvola...) o il