valier willi valier è nato a bolzano nel 1920. - vive e lavora a siusi (bolzano) e a milano. ... c’è in questo pittore 1111 pare, la consapevolezza della necessità di una rappresentazione che abbia un rapporto con Fumano, o, se vogliamo, col naturale, il che — tenuto conto di tanto accademismo ricorrente — ha un suo preciso valore. G. MARUSSI La figura, risultante da questo impasto di colore, sarà li solo «per avventura», lì vero processo ìntimo di questo rischio sembra potersi ricostruire in questo modo : l’artista prova di fronte alla materia una emozione, emozione intuitiva, sintetica, lontano — almeno lo dovrebbe — dalla vecchia intuizione romantica, il suo compito risulta quindi di definire meglio, in un processo di continuo scambio, sulla materia e nella materia, i suoi impulsi. Fra artista e materia si stabilisce quindi un processo di complementarità, chi guarda dovrà poi essere attratto dalla stessa situazione ed il processo quindi acquisterà quello di un dialogo con valori umani accessibili a tutti. Ma il rapporto arti-sta-materia sarà anche arricchito — per avventura — forse « non volutamente », da elementi — figurativi — aggiunti o complicanti il discorso. Elementi figurativi ai quali l’artista non dà una vera importanza e che, meglio di tutto, potrebbero essere spiegati, ricorrendo al freudismo, dal quale Valier è partito. Dentro a questo labirinto — che è uno dei tanti creati dagli astratti — Valier si muove con molta pulizia e con molto ingegno : le sue indubitabili doti iniziali di pittore ricco ed effervescente, appaiono chiaramente anche in questi discorsi così pieni di irti neologismi. In questo senso Valier si inserisce nelle forme d’arte del nostro tempo e il suo sperimentalismo, di anno in anno, si affina verso forme sempre più evolute e di notevolissimo livello. LUIGI SERAVALLI