vicinelli giuseppe vicinelli e nato a bologna nel 1937. - vive e lavora a bologna. Siamo forse ritornati all’epoca della guerra di Troia quando i cavalli dal loro ventre partorivano feroci guerrieri ? E' questa la domanda che qualcuno potrà porsi guardando le forme spaccate di Giuseppe Vicinelli e ciò facendo adeguerà il suo quesito ai nostri tempi molto meno eroici, tanto più pratici. Lo scudo di Achille infatti al giorno d'oggi ha un valore più che altro archeologico e ciò che conta sono i lunghi nastri di metallo che inscatolano carne e verdure... Ma tutto questo cosa c’entra con Paride e la bella Ele-na ? Forse non ha nessun riferimento logico, probabilmente ne ha tanti. « Timeo Danaos et dona ferentes... » disse Laocoonte prima di essere stritolato dai serpenti inviati da Minerva e poco dopo il poeta poteva cantare «omnia Troia fumant». Siamo ancora nell’assurdo o ci stiamo avvicinando alla realtà ? Tutto dipende da una premessa : arrestare il tempo per potercisi immergere, svuotare gli oggetti e gli uomini per vedere come sono costruiti, cosa c’è al loro interno, trattandoli magari con prudenza, come giocattoli. I simboli sono quindi facili, immediati anche come i ricordi di prima liceo ma il fatto significativo è che non esistono più eroi, solo scatolette. Il paradosso è tutto qua : sapere di dover negare un fatto epico e contemporaneamente monumentaiizzare qualcosa che non lo è ancora e che certamente non lo sarà mai. Eppoi c’è un processo di identificazione ancora più singolare da tenere in considerazione ovve-rossia l’uomo (anche il figlio di Dio) che diventa meccanico, un robot metallico sfogliato come un fiore che sta per cadere, e senza alcuna intenzione blasfema, al contrario. In fondo è naturale, il ventesimo secolo ha il suo linguaggio ed ogni immagine vi si adegua oppure deve essere rifiutata. Continua il paradosso come continua la vita, ma al giorno d’oggi questa stessa viene inscatolata da un mito fatto di latta stagnata, ste-