cetto di simultaneità proprio della fisica moderna 2, una volta assimilato e dibattuto dalla teoria del romanzo, si è integrato con il carattere simultaneo del processo onirico, che, in quanto simultaneo, contrasta perciò con l’ordine temporale entro cui sì fissava il narrato tradizionale. C'è quindi un terzo termine comune della narrativa recentissima: il ricupero della simultaneità del sogno tradotto attraverso una pluristratificazione di nastri sintattici, di livelli semantici, ognuno dei quali dovrebbe corrispondere alla stratificazione politonale sincronica del sogno. Va aggiunto che la frequentazione del terreno onirico, provocato e sondato dai vari autori, permette a questi stessi di ricuperare il fantastico, il probabilistico, l'aleatorio: finalità cui il romanzo più recente sembra essenzialmente dedicarsi. G. Celli: encelografia e geologia Conosci te stesso e saprai che sei un altro e mille altri. Questo lo spazio entro cui si pone IL PARAFOSSILE \ Il motivo di A. Rimbaud: « lo, un altro », qui in Celli si carica di tutte le implicazioni psicoanalitiche di matrice freudiana. La dissociazione della personalità, che, come motivo, in altri anni, condizionò il carattere di certi romanzi europei (pensiamo per es. a II califfo della cicogna dell’ungherese M. Babits), fornendo il contenuto a storie alla Doctor Jekyll, pur senza incidere sulla sintassi del romanzo stesso, qui in Celli si ripresenta a logorare il tipo di sintassi tradizionale, a contestare anzi tutto uno stereotipo linguistico e la stessa catena grammaticale dei segni. La dissociazione della personalità e l’inconscio collettivo agiscono nel romanzo, cosicché la polivalenza e la poliedricità della fisionomia umana è tanto mobile da finire spesso col presentarsi effimera e labile, quale può essere una casuale struttura caleidoscopica. L’io diviene tutto l’altro-da-sè; subisce le più allucinanti trasformazioni linguistiche, fisiologiche, anatomiche: diviene omicida, vittima, metafisico, materialista, mago, mistico ed esorcizzatore. Conoscere se stessi vuol dire, dunque, per C. frantumare uno specchio e disporsi di fronte ai mille frammenti per considerarsi e studiarsi ridotti a pezzi, a frammenti monchi. Oppure, se si vuole avvicinarsi all’universo di C., ci si esamini al microscopio, cellula per cellula. La cellula diventa un universo; colorata dagli acidi critici, sarcastici e sovversivi reagisce, presenta insospettate secrezioni, inattesi umori. Perciò si può parlare di una geografia fantastica di C.: è fornita dal labirinto encefalico (il libro farebbe la felicità di G. R. Hocke) 4. L’autore infatti esamina al microscopio gli intrichi, le anse, i filamenti del cervello e vi scopre un terreno accidentato, oscuro, molle altre volte e sinuoso, dove si corre il pericolo di smarrirsi. In tal modo C. si apre nuove possibilità di ricerca: egli inaugura l’avventura sperimentata neN’anatomia del corpo umano: è una geografia tutta da scrivere e da denominare. A questo punto, C., l'entomologo, inventa, o, meglio, inserisce nel linguaggio letterario il grande refusé, cioè l’universo linguistico della scienza. Il suo lessico assume in tal senso quel-l’inconfondibile carattere esotico-fantastico, in cui il segno viene arricchito di semanticità ambigua, strana, baroccamente umorale. E’ un libro scritto con melanconia, che emana un chiarore cadaverico. L’atmosfera