ticolare interesse e piacere tenuto, come esso è, su di un tono discorsivo senza tuttavia nulla concedere a una certa facilità giornalistica. L'ambiente culturale, gli atteggiamenti psicologici, le manipolazioni propagandistiche cui soggiacciono termini della lingua comune, neologismi, prestiti, sono poste in chiaro rilievo e tutta la trattazione assume così il significato di un contributo sia alla chiarificazione dei problemi generali e fondamentali della semantica, sia a quello specifico della linguistica della menzogna che ha attirato ultimamente l'attenzione di studiosi quali Harald Weinrich. L’analisi etimologica che accompagna molte voci, e che ricorre nella trattazione del saggio introduttivo, non è soltanto una spiegazione meccanica di singole voci, ma rientra nella caratterizzazione del procedimento del prestito attuato nei confronti dell’ambito linguistico latino da parte delle gerarchie naziste; procedimento che assume un particolare interesse e significato psicologico quando lo si consideri nella dimensione dell'esasperato nazionalismo e razzismo di quelle gerarchie stesse. L'opera di Aldo 1Enzi ci dischiude, insomma, nuove prospettive per una più profonda comprensione di una particolare temperie storica e ci conduce nei meandri e nelle storture di una psicologia, di singoli e di masse, che ha tragicamente segnato un periodo della nostra vita occidentale. Che se poi vorremo considerare le cose solo da un punto di vista strettamente linguistico dovremo riconoscere che il problema del rapporto signficante-significato nel segno e di questo con la società che lo assume, acquista nuova luce e propone inquietanti interrogativi. Ogni lavoro di lessicologia è suscettibile di limiti e facilmente esposto alle critiche; le maglie attraverso le quali possono sfuggire forme, parole, usi sono infinite. Può darsi che l’attenta lettura delle pagine che seguono possa suggerire aggiunte, rettifiche, soppressioni, ma tutto questo nulla può togliere al merito del lavoro che certo costituisce un punto fermo nelle ricerche di questo genere dedicate a questo periodo della storia della lingua tedesca e sarebbe auspicabile che anche in altri ambiti si conducessero indagini del genere. E’ certo altresì che noi dobbiamo essere grati all’autore per la fatica che ha affrontato e per Vequilibrio e l'abilità con cui ha condotto il suo non lieve lavoro. Bologna - Università LUIGI HEILMANN 1) Il termine libro, usato dal prof. Luigi Heilmann, vuole alludere alla prossima pubblicazione in volume dell’intero lavoro di A. Enzi, di cui il Portico anticipa in questo numero il saggio introduttivo e la prima lettera del lessico. Le successive appariranno nei prossimi numeri, (n.d.r.) 4