nate situazioni o fatti dell’esperienza ; essi hanno pertanto un carattere di labilità. Non altrettanto può dirsi degli slogan politici ; essi portano a una perversione del significato, portano a quel che si può chiamare « verbicidio » (4 ). Vi sono slogan in cui si concreta tale forza di passione e di volontà che, in certi momenti della vita di una nazione, possono scatenare l’ira o l’entusiasmo della folla. La virtualità del significato, vale a dire la sua disponibilità semantica, la malleabilità espressiva dei segni, viene coercitivamente deviata verso interpretazioni arbitrarie, ai comodo, trova le sue attualizzazioni politicamente più interessate nell’ambito del partito totalitario. La potenzialità espressiva della parola viene strumentalizzata a fini politici. Il « significato » politicamente manovrato si presta ad affermazioni tattiche. La semantica è concepita come arma strategica, semantica opportunistica, edulcorata. La parola è di per sè uno strumento, se non un’arma, di cui non si può, in termini di quantità, esprimere la potenza di penetrazione ; non vi è cittadino che possa sottrarsi al suo raggio d’azione, non vi è quindi uomo che non sia virtualmente influenzabile e manipolabile. Il mondo del significato è un mondo ignoto; esso si presta, appunto per l’alone di imprecisione che lo caratterizza, a sotterfugi, a inganni ; la parola si presta compiacentemente ad accettare falsificazioni. Per questo il Croce la definiva « meretricula ». « La parola per sua natura, non può mai essere precisa, non si può mai identificare esattamente con l’oggetto visibile, essa quindi esige una definizione; ma la definizione, non potendo essere esaustiva, non ci dà mai una entità del tutto chiara se non in virtù della illusione che procura l’abitudine » (5). Il linguaggio del nazismo, come il linguaggio della pubblicità, usa termini semanticamente mistificanti. Nella sua realtà operante il linguaggio del nazismo tende a disporsi dinanzi all’uomo con una dimensione senza alternative, che lo ipnotizza, che non gli consente nessuna scelta ; nel suo conformismo il linguaggio è connotato da una estrema passività : c’è come una « stanza dei bottoni » per le invenzioni linguistiche che alla collettività pervengono dall’alto, piene talora di carica suggestiva e magica : allora la folla conformista sacralizza le invenzioni linguistiche e le divulga in tono assiomatico. E’ vero che le parole hanno un loro interno dinamismo, sono come prese, finché vivono, in un continuo flusso, sicché esse, ora lentissimamente, ora rapidamente, mutano di significato, tantoché si poté dire che una parola, se ripetuta, non era più la stessa ; ma esse non hanno alcuna intrinseca capacità semantica : esse sono strumento, espediente, più o meno ingegnoso, senza vita e valore, fuori delle mani dell’uomo, delle comunità storiche che ne facciano uso. Nelle dittature moderne la parola viene invece manomessa dall’esterno, viene sforzata, violentata direi, e viene usata come strumento di sopraffazione, diventa come un cavallo di Troia : si insinua nella mente con un significato tramandato, consueto, familiare, e assume quindi un valore sedizioso scompaginando il pensiero, Si ha spesso un’azione violenta, drastica, immediata sulla lingua, per cui, se non il linguaggio nel suo complesso, certo dei termini, isolati o nell’ambito di determinate costellazioni, si evolvono più rapidamente o, perlomeno, parole isolate con significati nuovi vengono imposte attraverso tutto l’apparato di propaganda e di mass media. Politica, onore, fedeltà, libertà, borghese, democrazia, ideologia... Sui canali della propaganda si immettono parole note, care allo spirito, dense di pathos; si usa il loro suono familiare, evocatore di sensazioni indefinite che si colorano di proprie suggestive connotazioni personali ; attraverso l’innocuo involucro fonico si contrabbandano, si insinuano clandestinamente, o per dir meglio, surrettiziamente, aspetti significativi differenziati, rispondenti alle esigenze divulgative di una diversa ideologia ; i nuovi concetti si nascondono come germi in sviluppo nelle 7