extralinguistiche di politica e di tradizioni sociali cerca di sostenere una autonomia linguistica. Il nazismo va alla ricerca di nuovi segni e talora non si accorge di accogliere per tramiti profondi e misteriosi contenuti non più limpidamente germanici f25). Gli atteggiamenti nei confronti dei prestiti sono contrastanti negli studiosi, il che illumina anche il duplice comportamento della politica hitleriana (26). Nel campo delle innovazioni possiamo cogliere l’aspetto della convergenza e l’aspetto della divergenza, l’oscillazione tra l’aspetto europeistico e l’aspetto nazionalistico. TI problema dell’accettazione o del ripudio delle forme straniere diventa un problema generale di vastissima portata, e, nell’ambito di una stessa società, impone una discriminazione fra linguaggio dotto e linguaggio popolare ; fra un linguaggio cioè in cui potremo avere largo uso di formule intemazionali che scaturiscono da un fondo di cultura comune, e un linguaggio più emotivo, più carico di sentimento. Affermavamo che il nazismo non aveva risolto in senso nazionalistico il problema del purismo, o perlomeno che, nei confronti delle innovazioni linguistiche, fu spesso ambiguo. La tendenza a sostituire alle parole straniere, nella maggior parte greco-latine, voci nuove o voci antiche in accezione nuova, risponde a varie esigenze ; intanto, come è già stato detto, a una esigenza patriottica che tende alla autonomia del linguaggio : l’indipendenza politica trasferita nel campo della lingua ; inoltre ad altre esigenze che si intrecciano : la esigenza motivatrice cui consegue una esigenza di carattere sociale contingente, e infine una esigenza dettata dal disprezzo verso ogni forma di vita intellettuale pura. La motivazione, la capacità di mediare la consapevolezza semantica, la possibilità offerta dalla parola di risalire al significato mediante riconnessioni etimologiche degli elementi della composizione, che è una caratteristica della lingua tedesca, rende le parole nuove « trasparenti », cioè più facilmente accessibili. Da qui risulta un innegabile vantaggio sotto il profilo della disponibilità alla comunicazione. La contrapposizione tra parole trasparenti, cioè motivate, e parole « opache », vale a dire immotivate, ha conseguenze nel campo sociale. La presenza di numerose parole di origine greco-latina contribuisce alla erezione di una « barriera linguistica » tra coloro che hanno dimestichezza col mondo classico e coloro per i quali l’universo antico è terra ignota. Sappiamo che il segno sul piano del significato è arbitrario e convenzionale, cioè dato che non esiste un rapporto di necessità, di naturalità fra significante e significato, tra la forma esterna della parola e il suo contenuto, le voci si presentano come mere forme foniche prive di vita interiore. E’ vero che possiamo, ma non sempre, individuare la carica semantica d’una parola ; ma solo a prezzo d’un pesante lavoro di ricerca. Per i privilegiati molti dei grecismi e dei latinismi rientrano in un sistema i cui elementi componenti sono etimologicamente riconnessi e quindi facilmente decodificabili ; ma a coloro che non hanno avuto contatti col mondo classico essi appaiono come termini opachi, « intellettuali » e scostanti. Tale barriera aggrava le differenze di classe e riempie di un senso di insicurezza e di inferiorità quelli « che sono dalla parte sbagliata » f27). I termini dotti sono sentiti come parole difficili e come elementi differenziatori. Invece il ricorso a voci motivate, voci che posseggono radici nella lingua viva, che costituiscono « quei fili invisibili che legano insieme le parole nella mente umana » limitava decisamente il fenomeno della supplezione (28). L’uso di un linguaggio in cui i fenomeni suppletivi hanno scarsa rilevanza e dove, per contrasto, si fa viva e stimolante la spinta motivatrice, consentiva alla propaganda di partito di divulgare rapidamente i nuovi termini e di accostarsi alle masse popolari. Nello stesso tempo il nazismo poteva dar sfogo al suo livore contro la classe intellettuale colpendola indirettamente nel suo linguaggio aristocratico, esoterico quasi, internazionale, in 19