storico la loro validità, la loro potenza espressiva nel campo sociale. Sono parole, sono espressioni, o, se si vuole certe associazioni di suoni, in cui sono contenute possibilità di suggestione, mezzi di agire quasi automaticamente sulla mente di individui formanti dei gruppi. Intorno a queste parole-cardine si costituiscono dei sistemi semantici nuovi ; la loro particolare forza emozionale crea intere costellazioni associative dove le singole componenti si definiscono e si sostengono a vicenda cioè interagiscono una sull'altra dando vita a quel fenomeno che si può chiamare di interanimazione del lessico. Si vanno formando in tal modo nel patrimonio linguistico di una collettività dei campi nozionali che attingono parole e immagini dalla sfera emotiva del subcosciente, delle « sfere di pensiero privilegiate » che costituiscono una specie di temi ossessivi. Dipendono questi dall’ambiente, dalle attività: la terra e le stagioni, per esempio, hanno un posto preminente nel pensiero e nelle preoccupazioni del contadino, il mare e la navigazione in quelle dei pescatori ; esse dipendono anche dalle circostanze ; i temi religiosi e politici in certi periodi assumono particolare importanza. Tali presenze invasive, sempre all’erta sullo sfondo della coscienza, coloriscono il nostro pensiero e agiscono sul linguaggio secondo due direzioni : per attrazione e per espansione. « Esse possono attirare altri pensieri e altre parole nella loro orbita mutuando delle immagini dalla realtà esterna ; ma la forza emotiva può agire anche per decompressione ; in questo caso il tema esplode e diventa una fonte copiosa di immàgini » (30). Si pensi alla parola « razza » e alla sua prodigiosa proliferazione nel mondo nazionalsocialista. Il nazionalsocialismo favoriva questa tendenza del sub-cosciente, indirizzandola in una precisa direzione magico-politica. E’ così che la paura, l’odio o la volontà di potenza possono invadere, in situazioni estreme, il campo del subcosciente, e determinare conseguenti atteggiamenti esterni nel campo sociale e politico. Circa l’aspetto psicologico e fisiologico di questi temi ossessivi potremmo chiamare in causa il principio dei riflessi condizionati, quale è stato affermato dallo studioso russo Ivan P. Pavlov. Uno dei suoi allievi più geniali e strani, Cakotjan, sosteneva che i nazisti avevano utilizzato in pieno il principio del condizionamento nella loro propaganda (31 ). Secondo questo autore tutta la campagna politica per la conquista del potere da parte degli hitleriani si sarebbe fondata sul condizionamento coatto e primitivo delle masse, ottenuto sfruttando appunto gli effetti irrazionali che la ripetizione monotona e pervicace dei principi ideologici produce nel subcosciente ; si sarebbero pertanto creati dei riflessi condizionati, ad esempio, fra la parola « ebreo » e il concetto di « sfruttatore del popolo ». Le parole-chiave, le parole-forza, possono anche avere un carattere negativo. Voci come « crimine », « tradimento », « giudeo », « sistema », « novembre », « pacifismo », « bolscevismo », « polacco », « intellettuale » ecc. concorrevano nella loro comune connotazione di disprezzo emotivo a fomentare l’odio feroce contro tutto l’ordine democratico europeo ; erano parole ad azione corrosiva che piovevano su un terreno già disponibile alla ribellione, che cadevano in anime disposte a credere agli istrioni politici, perchè sature di amarezza per la « sconfitta ingiusta e immeritata », come la stampa nazista non si stancava di ripetere e di inculcare in tutte le coscienze, cadevano in una massa avvilita dalla disoccupazione, dalla corruzione delle classi dirigenti, ed esasperata da una propaganda addottrinata e subdola. Altre parole, come ad esempio « democrazia », « parlamentarismo », « repubblica » evocavano sì alla mente dei Tedeschi una realtà definita; ma era una realtà che attraverso una predicazione intensa veniva ricondotta ad interpretazioni a senso obbligato ; era una realtà politica che mediante panegirici nazionalistici veniva svisata, proiettata su uno sfondo pauroso in cui campeggiavano i simboli della miseria, della insipienza politica, della debolezza. Fu pertanto facile 21