gioco dei signori nazisti calare un velo fosco sui valori positivi della repubblica, affinché risultassero unicamente le componenti negative. Fu così che nel vocabolario dell’uomo comune la consignificazione spregiativa offuscò irreparabilmente il profondo valore delle istituzioni democratiche e repubblicane. Colle parole-forza, in cui si addensava una ideologia di facile assimilazione perché intessuta di elementi irrazionali latenti nell’intimo, si esaltavano ideali e valori morali e politici che la propaganda faceva coincidere con le idee del partito dominante. Il loro accoglimento, favorito da un tradizionale spirito di soggezione al potere costituito, predisponeva a una obbedienza fanatica e nello stesso tempo esonerava il nazismo, che si arrogava il diritto a una superiorità assoluta, da ogni impegno di una dimostrazione democratica e razionale delle proprie affermazioni : la forza bruta della polizia e delle armi sarebbe bastata, a coonestare la sua politica. « Democrazia, socialismo, comuniSmo e la fine del mondo furono confusi in un solo concetto angoscioso ; un trucco che poteva essere ripetuto dappertutto nel mondo con successo, fino ai giorni nostri ». (32). RASSE ( razza ) • Non è voce germanica. Entra in Germania nel secolo XVII, dalla Francia, dove abbiamo « race » che, insieme alle altre voci neolatine, risalirebbe all’arabo, o secondo altri al latino « ratio ». In quanto concetto biologico la voce tedesca è già usata da Kant nel 1775 ; si diffonde poi nel secolo XIX. Il composto Rassen-kampf (lotta razziale) si presenta già nella metà del secolo scorso, e diventa una parola-chiave con Gobineau e una parola d’ordine nella lotta antisemita fra il 1870 e il 1880. L’aggettivo rassig significava e significa « di buona razza », mentre l’aggettivo rassisch, introdotto verso il 1922, ha il significato di « pertinente alla razza » e diventerà una parola ad altissima frequenza d’uso. Nei numerosissimi composti di Basse- e di Rassen- i primi differiscono dai secondi in quanto, generalmente, denotano che qualcuno o qualche cosa ha « razza » ; gli altri denotano invece un rapporto di pertinenza. Il nazismo aveva conferito alla parola una particolare austerità ; il ministero della propaganda, nel 1937, aveva diffidato chi di dovere dall’usare la parola Russe negli annunci pubblicitari. La « razza » per i nazisti non è un concetto scientifico, bensì magico. « Razza » è la interiorizzazione di una superiorità assoluta, non acquisita, ma connaturata, biologica, legata in modo misterioso, intuitivo, al sangue ; essa si manifesta per una illuminazione intima, possibile unicamente agli iniziati, al popolo nordico (v. Blut nel glossario). La teoria della razza, quale è quella concepita dal nazionalsocialismo che accetta le idee del Gobineau e del Chamberlain trae la sua origine dalla lotta che divampa fra la ideologia della nascente classe borghese nella Francia del ’700, classe che combatte per la eguaglianza di tutti gli uomini, per la loro parità di diritto, e il predominio di origine feudale della nobiltà, la quale cerca una difesa ideologica dei propri fini. « Gli ideologi della nobiltà difendono la ineguaglianza delle classi con l’argomento secondo il quale la nobiltà non sarebbe che l’espressione giuridica di una naturale ineguaglianza che esisterebbe fra le diverse stirpi e razze umane, e che, in quanto fatto naturale, non potrebbe essere soppressa da nessun genere di istituzione senza che vengano messi in pericolo i valori supremi della umanità » (33). In senso biologico ci sono effettivamente molte razze distinte cioè ci sono molte suddivisioni nell’ambito della stessa specie, ciascuna delle quali eredita de- 22