1 altresì facilmente ammettere che la civiltà, la nobiltà della razza, dipendano più dall’esercizio delle armi, dalla organizzazione della violenza, che non dalle speculazioni filosofiche e teologiche o dalle pratiche spirituali. Nella nozione di Rasse, nel suo campo semantico, si compendia tutta la Weltanschauung nazista. Questa parola-chiave è il fulcro dinamico, il centro di un immenso sistema nozionale intorno a cui gravitano e da cui assorbono significato tutti i valori della vita, del Nuovo Ordine. La razza è potenza commessa al popolo tedesco dal destino, è religione, è arte, è unica vita degna d’essere vissuta. Tutto O 1 7 ' O ciò che è positivo è razza, tutto ciò che è negativo è anti-razza. Tutto ciò che è nobile, sublime, eroico, puro, vero è nordicità, è germanesimo. Tutto ciò che è ignobile, plebeo, vile, impuro, falso è mediterraneità, è anti-germanesimo. Sentimenti quali la pietà, la compassione, l’amore del prossimo, la umiltà, la mortificazione della carne, la rassegnazione, insomma tutti i valori umanitari o cristiani non sono che valori di accatto, non costituiscono valori originari, sono infiltrazioni deleterie, germi morbigeni che ripugnano alla razza. I concetti di bene e male, di angelo e demonio, di luce e tenebre rispondono a false interpretazioni filosofiche e religiose. I problemi umani, siano essi cosmogonici, teologici, sociali, politici, culturali assumono il loro vero significato portatore, creatore di civiltà soltanto quando siano materiati di sostanza razziale. VOLK ( popolo-nazione ). Nel suo significato corrènte di « popolo » è una parola tipicamente germanica della quale non esistono corrispondenze nelle altre lingue del campo indoeuropeo. Nei composti onomastici (per es. Volkhardt, Volkmar, Volksprecht ecc.) il significato fondamentale di « schiera combattente », di « gruppo di armati » è un calco del baltoslavo (40 ). Lo sviluppo semantico della parola è strettamente collegato collo sviluppo sociale e polìtico del popolo tedesco; le sue connotazioni sono aderenti al comportamento nazionale e agli stati d’animo dei parlanti. La trasformazione in senso spirituale del significato, decisiva nel secolo XVIII, insegna a riconoscere nel termine « Volk », le origini della virtù e dei costumi più nobili. Così nobilitata la parola invade il campo significativo della voce straniera Nation giungendo alla sua fissazione definitiva intorno al 1800 contemporaneamente alle lotte per l’indipendenza e l’unità dei Tedeschi. Nel lessico nazista il campo semantico di Volk ha subito una pericolosa trasformazione. 11 popolo diventa « il principio, il mezzo, il fine » di tutti gli sforzi del partito. Ma il « popolo » non è più una compagine etnicamente e linguisticamente definita, ma è soltanto una espressione più partitica che politica in quanto il suo campo nozionale esclude i comunisti, i socialdemocratici, i borghesi, gli Ebrei, per includere soltanto coloro che si lasciano indurre con allettamenti o con minacce a dare il loro appoggio alle ambizioni di Hitler. Volk è una delle parole più frequenti del linguaggio nazista, dove assume i significati specifici, razzisti, di « unità razziale » e di « comunità di sangue ». Allontanandosi dai significati precedenti la parola viene ora a designare : 1 ) elemento primigenio in opposizione alla decadenza borghese ; 2 ) unità politica, cioè nazione ; 3 ) unità razziale in opposizione a classe ; 4 ) comunità affermatasi nella storia, per volontà del fato, attraverso i legami magici del sangue e del suolo (41 ). Il Volk inoltre si attualizza in pieno nella persona del Eührer. In altre parole, nella ideologia nazionalsocialista l’idea di popolo e di nazione si distorce in una figurazione magica, in un mito della terra e del sangue. Tale concezione del Volk porta alla esigenza di una soluzione « genui- 25