pieno di incognite, spesso irresistibilmente forte, e minaccioso e pericoloso; di cui nasce un sentimento di impotenza e di ansietà. La parte imperativa della natura umana non è soltanto costituita da bisogni fisiologicamente condizionati, ma anche da una esigenza altrettanto incoercibile, non radicata nei processi fisici, ma nella essenza stessa del modo e della pratica della vita umana : il bisogno di essere in rapporto col mondo esterno, il bisogno di evitare la solitudine (45 ). Il nazismo seppe sfruttare questa ansietà : continuò a minare, a distruggere la personalità offrendo come garanzia il rifugio nella collettività. Riassumendo vogliamo dire che nell’abbraccio della comunità il singolo si sente protetto ; rinuncia al suo diritto di piena affermazione conseguendo in cambio vantaggi di sicurezza e di tranquillità. La massa accetta perché nel cambio ha poco da perdere. Ma artisti, scienziati, pensatori si trovano a un bivio tragico quando non soccorra l’adeguamento, il conformismo : dove l’uomo di carattere batta addirittura la via della opposizione, della critica, o comunque manifesti apertamente una non accettazione politica, dove si affermi il diritto al libero esercizio delle doti umane, una condanna stronca fisicamente l’uomo. NATION. La presenza di questo Fremdwort ( deriva direttamente dal latino « nationem » ) è già attestata in Germania alla fine del 14° secolo. Il suo significato ha subito profonde trasformazioni. In tempi recenti, nel concetto di nazione, si insinua la connotazione di « razza », connotazione che si fa a mano a mano sempre più prepotente, fino a invadere, col nazionalsocialismo, il campo semantico di « razza ». Sul concetto « nazione tedesca » ( Deutsche Nation ) aveva già influito l’umanesimo contribuendo all’affermarsi di una connotazione nazionalistica. In origine il concetto era stato tolto dalle università medievali dove il termine indicava dei gruppi regionali, non linguistici. Al Concilio di Costanza (1414-1418) per es. i partecipanti erano divisi in « nationes » ; la « natio germanica », ad es., comprendeva oltre ai popoli e ai territori tedeschi, anche la Danimarca, la Svezia, la Norvegia e addirittura l’Ungheria, la Polonia e la Turchia. Però, non molto dopo, l’espressione « natio germanica » assunse un significato più ristretto escludendo i non Tedeschi. Nel corso del 15° secolo la coscienza nazionale si irrobustisce. Al principio del secolo 1 5° si diffonde anche l’uso della parola latina « Germania », (Tacito), però il suo uso resta limitato aH’ambiente dei dotti. Ulrico di Hutten, per esempio, ne rifiuta l’uso. Si diffonde invece il sintagma teutsche nation che viene ad assumere alla fine del secolo il significato di deutsches Volli. La Deutsche Nation dei nazisti è già la Germania razzista, e la Nation Europa, nel vocabolario nazista, esprime il futuro assetto politico-sociale di una Europa dominata dal germanesimo. Possiamo intendere per Nation « una società di persone in cui il senso di appartenere alla stessa comunità deriva dalla coscienza di avere una patria comune e dalla esperienza di comuni tradizioni e di uno stesso sviluppo storico » (46). Possiamo anche intendere un insieme di atteggiamenti, quali il patriottismo nazionale, il comportamento economico nazionale, la cosiddetta politica nazionale ecc. Ritorna qui in questione il discorso sul linguaggio; fra le parole e le cose che le parole denotano non c’è sempre una corrispondenza perfetta, e meno che mai fra le parole e le idee e i pensieri. Il termine « nazione », come molti altri termini del linguaggio comune, ha significati diversi a seconda dei contesti, e può addirittura designare cose diverse. Così — citiamo un esempio che rientra nel con- 27