DEMOKRATIE. FUEHRERPRINZIP. INTELLEKTUELL. INSTINKT. Demokratie. E’ un Fremdwort di origine latina entrato in Germania nel secolo XVII. Filhrerprinzi-p. La seconda parte è un Fremdwort ( dal latino « principium » ) entrato in Germania durante il secolo XVIII. Il nazionalsocialismo ha germanizzato in un secondo tempo questa voce imponendo l’uso della parola « Fiihrergrundsatz » già ricorrente nel « Mein Kampf » di Hitler. Intellektneìl. Deriva dal latino attraverso il francese ; già testimoniato nel secolo XVIII. Instinkt. Dal latino instinctus (naturae), impulso naturale. La parola compare nella lingua tedesca verso la metà del secolo XVIII. La parola « democrazia », nel lessico del nazismo si svuota del suo contenuto semantico tradizionale. Non significa più un libero gioco di collaborazione e di opposizione dei grandi interessi e delle opinioni della società, secondo regole che garantiscano alla volontà della maggioranza i soli limiti di una sicura difesa r> Oo del diritto delle minoranze, ma viene a significare una obbrobriosa rinuncia alla virtù della razza, al principio della autorità geniale e insostituibile del superuomo. La democrazia diventa sinonimo di anti-razza, cioè di negazione della razza. Il suo significato si depaupera di ogni connotazione positiva per caricarsi di tutti i valori negativi della società di massa. Il significato nuovo accoglie in sè il livore o rt o degli uomini politicamente frustrati, l’odio antisemita, il rancore dei militari per la « repubblica di novembre », l’intolleranza per ogni forma d’arte moderna europea, la esecrazione di tutti i « traditori », lo sdegno « eroico » per ogni atteggiamento internazionale della cultura, per ogni atto umanitario. Non si può certamente negare che la repubblica di Weimar ( 1918-1932) fosse un organismo debole, che non sapesse opporsi efficacemente ai soprusi, alle ondate di corruzione, alla prepotenza dei sindacati saldamente organizzati o di associazioni politiche paramilitari, che non sapesse opporre un valido freno al dilagare della disoccupazione, del malcontento e del sottogoverno. Si ponevano in evidenza e si macroscopizzavano i difetti : ma delle cause non si faceva alcun cenno. La repubblica di Weimar era vilipesa quale repubblica della vergogna perché era retta dagli uomini che avevano firmato l’armistizio del 1918, ma si taceva al popolo che l’esercito, per non scapitare della sua gloria, aveva di proposito addossato al governo civile la triste responsabilità della firma dei trattati. I partiti politici di destra in combutta con la grande industria, con le forze militari, con la polizia, sabotavano tutti gli sforzi d’un istituto parlamentare, fragile perché alle prime armi, organizzavano squadre di combattimento per soffocare ogni voce assennata, mettevano in difficoltà le istituzioni democratiche ricorrendo persino alle evasioni fiscali, giustificandole come dovere « nazionale ». Il concetto di democrazia quale forma di governo nel quale la sovranità spetta al popolo che la esercita mediante i suoi rappresentanti liberamente eletti, ripugna profondamente alla coscienza « germanica ». Mentre la democrazia si imperniava sullo sforzo di mantere la sfera privata del singolo individuo, quanto più possibile libera dalle pressioni dello stato, l’evoluzione che porta allo stato totalitario viene caratterizzata dalla sempre maggiore limitazione della sfera d’azione individuale del singolo cittadino fino al suo totale soffocamento (51). Il nazionalsocialismo non accetta argomentazioni di carattere sociale e intellettuale. Parte da una impostazione emotiva dei problemi dell’individuo ; secondo il Rosenberg, l’individuo acquista una sua personalità, una sua validità, solo in quanto sia saldamente e attivamente inserito in una comunità, perché da questo 32