cata profondamente nel pensiero germanico ... la quale si fondava sulla condotta politico-militaresca e sulla obbedienza » (59). La ideologia del Fiihrer si chiarisce nel suo significato attraverso i concetti di razza, di onore, di eroismo. « Il tedesco ario-germanico esige un condottiero di propria scelta a cui sottomettersi spontaneamente, mentre il meticcio mediterraneo 0 mongolico ha bisogno di un padrone cui assoggettarsi incondizionatamente e supinamente » C60). Questa ideologia dell'autorità carismatica, questa concezione di Fiihrer sta in netta opposizione al concetto di massa e di maggioranza dei popoli democratici. « Al posto di uomini politici professionali eletti dal favore del popolo dal cui umore eternamente dipendono », il nuovo principio « pone una schiera di uomini ardimentosi, artefici di civiltà, guidati da un duce cui spetta un potere illimitato. Il duce supremo vien eletto dalla volontà del popolo. Tutti gli altri gerarchi sono nominati dal capo supremo al quale, ciascuno nell’ambito dei propri compiti, dovrà rispondere in pieno » (61 ). Il sogno di tale gerarchizzazione travalicava infine i confini nazionali ; essa doveva estendersi alla futura comunità europea, la cui strutturazione avrebbe avuto al vertice la Germania hitleriana. La parola Intéllekt assume dapprima connotazioni peggiorative nella propaganda, quindi significati decisamente ed esclusivamente spregiativi. « Intelletto » viene contrapposto, come valore negativo, a « istinto ». Il culto della forza, la docilità agli ordini del capo hanno come corollario l’odio per tutto ciò che rappresenta spirito e intelligenza. Agli « acrobati dell’intelletto e agli atleti dello spirito » Hitler preferiva « gente coraggiosa, pronta a sacrificare la vita ». Al letterato, che per definizione obbligata, è sempre un « infrollito » si contrappone il gregario, che è sempre audace. I nazisti vedevano nell’intelletto una specie di oppositore della vita, di incomodo tiranno che contrastava la loro divinazione dello spirito germanico, che impediva la sacralizzazione dei miti pagani ; e per creare una nuova Weltanschauung, più che il metodo scientifico, e la logica, soccorrevano qualità fondamentalmente diverse, extra intellettuali : istinto, sentimento, emozione. Si diffida dell’intellettuale, lo si odia. L’intellettuale, se uomo di carattere, a differenza del conformista che accetterà la verità in quell’aspetto unico che gli sarà presentato, vorrà esaminarla da un punto di visto oggettivo, vorrà interpretarla secondo i principi teorici della giustizia. Ma chi troppo ragiona — argomentano 1 totalitari — corre il pericolo di voler spiegare ogni cosa, « anche quelle che scendono dalla mente del duce, avendo l’enorme presunzione di mettersi a un medesimo piano con LUI ». L’uomo di cultura, quando non sia meschinamente prono alle idee politiche dominanti, non vuole aderire passivamente ; egli si accosterà alla ideologia nuova con spirito critico, e la sua accettazione, se vi sarà accettazione, sarà pertanto esplicita, consapevole. Ma una ideologia che mira al totalitarismo non può gradire un atteggiamento personale critico il quale presuppone sempre uno spiccato individualismo: preferirà gli uomini semplici fra i quali recluterà il maggior numero di proseliti ; la sua propaganda farà leva sulla credulità altrui. L’uomo semplice, l’uomo di scarsa cultura è più incline ad accettare onestamente gli insegnamenti che vengono dall’alto ; egli farà sue tutte le verità che gli saranno solennemente offerte come tali ; egli crederà implicitamente (62 ) perché avendo accettato senza riserve il principio d’autorità, accetterà anche senza riserve tutto ciò che da questa autorità promana. L’uomo della strada neppure tenterà di indagare sulle verità « nuove », le accetterà perchè non saprà porre nessun diaframma critico fra sè e il potere; la sua credulità diventerà fede legittima, assumerà addirittura una dimensione morale per il fatto stesso d’essere divenuto un elemento di una comunità. Il fatto d’essere nazista era, per i più, affatto naturale, come 34