tutto quello che lega l’individuo al suo ambiente, al suo paese. L’uomo di cultura, l’uomo di carattere non potrà accettare supinamente una verità piovuta semplice-mente dal cielo ; vorrà rendersi conto, vorrà distinguere, vorrà cioè riservarsi la libertà di rifiutarè non potendo credere ciecamente. E, pertanto, le classi detentrici del potere diffideranno di lui. L’intellettuale vuole spesso essere libero dalla tensione che creano i rapporti col prossimo, vuole restare impegnato in un dialogo indisturbato con se stesso ; inoltre è portato a vivere un suo mondo intimo, privato e, proprio in quanto egli crede di avere il diritto di isolarsi in un suo universo di nostalgia, di vita interiore, rivela un « vizio nella sua educazione umana, una stortura del sentimento » ; in quanto non aderisca totalmente al Volk è un vigliacco, è un traditore della nazione. « L’attività dell’intellettuale nella società nazista era consentita solo in quanto coincidesse con le esigenze e le idee informatrici del partito ; la sua produzione volta spesso al procacciamento dei mezzi di sussistenza non poteva prescindere dai valori imposti dall’autorità politica. All’interno del partito era richiesto un assoluto conformismo spirituale, un’adesione totale ; fuori del partito era addirittura negata la possibilità dell’esistenza fisica. L’intellettuale quindi, quando voleva essere un « produttore » di cultura e non un prezzolato cofattore di produzione politica, quando voleva rifiutare ogni forma di mistificazione o di falsificazione della propria esperienza culturale e umana, doveva ricorrere a una lotta clandestina per non soccombere al processo di assimilazione » i63, 64 ). Il significato di « intellettuale » viene, dunque, defraudato della sua connotazione di « libertà ». Il significato, sia di intellettuale che di libertà, subisce una grave limitazione, perde ogni suo valore nonché metafisico anche storico ; denota sì una mobilità di pensiero, ma costretta entro gli angusti limiti della ideologia imperante e diventa privilegio riservato alla razza eletta. La libertà concessa è a senso unico, si identifica colla prepotenza del più forte, la intellettualità è diventata uno strumento di propaganda : la civiltà non è più una dura conquista comune a tutte le stirpi umane, comune a tutti gli uomini e a tutte le classi sociali, ma una prerogativa divina della classe dei signori. Agli intellettuali spetta il compito essenziale di interpretare e di esprimere i concetti cesarei, gli « istinti della comunità », « l’anima collettiva del popolo », « lo spirito guerriero ed eroico della razza ». « Trattasi di espressioni di puerilismo romantico, ingenue finché si vuole, ma dotate di singolare potere di fascino sopra una psicologia collettiva predisposta ; in realtà esse coprono l’asservimento all’interesse politico dominante » (65). Nella interpretazione del nazionalsocialismo l’istinto è un comportamento innato che non abbisogna di studio né di esperienza. La parola viene usata in netta opposizione a Intellekt, nello stesso rapporto che intercorre fra « azione » e « saccenteria ». Esso, l’istinto, diventa legge interiore, diventa una facoltà che l’uomo nordico possiede di porsi in intuizione immediata con un mondo ancestrale dello spirito che esiste soltanto in lui ; è il riflesso di un mondo inconscio che la volontà di un dio ha calato nella coscienza delle stirpi germaniche pure. L’istinto, nel nazionalsocialismo, è la immersione profonda e genuina nella intuizione interiore che può anche sostituire la mancanza di cognizioni preliminari. Esso soddisfa la tendenza sempre latente negli indotti di conseguire risultati vistosi passando sopra alle difficoltà iniziali, esso offre un terreno fertile allo sviluppo di dottrine che mirano al ripudio dell’analisi o al culto della totalità. L’istinto porta a credere o a far credere che la superiorità dipenda da virtù insite nella razza e induce a negare i risultati della ricerca scientifica, quando questi non confortino le aspirazioni intime, facendo valere i valori irrazionali. La nozione di razza, ad esempio, non può essere acquisita razionalmente, essa manca di una formulazione scientifica. Come il mistico sente Dio, così per il nazista il possesso della razza nella propria 35