tudine di capacita inventiva. Goebbels, il grande oratore del fascismo tedesco, adotta coscientemente i suoi moduli sintattici, densi di emotività, violenti ; il suo stile passionale, spesso artatamente semplice, talora artificiosamente togato, vuole trasporre sul piano discorsivo la Weltanschauung nazista ; in lui persino l’interrogazione retorica è un mezzo per rendere più veemente, sonora e plausibile la menzogna; in lui la funzione conativa trova la sua espressione grammaticale più pura nel vocativo e nell’imperativo : le frasi imperative presentano una differenza fondamentale rispetto alle frasi dichiarative ; queste possono, quelle non possono subire una verifica della realtà (93 ). La preminenza del tono imperativale su quello referenziale, dichiarativo, nei rapporti fra capo e gregari c una conseguenza del principio di autorità il quale non può ammettere alcuna forma di dubbio. La società gerarchizzata, più della società egualitaria, è soggetta al fascino della parola ; il segno linguistico, per il suo carattere di indeterminatezza, per il prestigio che gli deriva dall’autorità carismatica, agisce sul mondo subconscio, emozionale, come componente magica che permette di sospingere ai limiti estremi nonché i valori estensionali (denotazioni), anche i valori intensionali (connotazioni) del linguaggio (94 ), sia mediante la forza viva e travolgente della cultura, sia, quando questa manchi, col potere delle armi, della organizzazione, dei ritrovati tecnici. In questo senso il linguaggio del nazionalsocialismo rivendica a sè il privilegio di saper esprimere nel mito quella realtà più profonda e più vera che la democrazia, nel suo aspetto di comunità perequata, non saprà mai comprendere. La società nazista reclama a sè la supremazia di una lingua onniespressiva, tende a eroicizzare il linguaggio attraverso un processo di fusione della prosa col pensiero mitico, colla catarsi razziale. NOTE 1) cfr. Maurer-Stroh, Deutsche Wortgeschichte, Walter De Gruyter, Berlino, 1959, vol. II, pag. 445. 2) cfr.: brutal, blind, November, fanatisch, System, ecc. 3) v. Leo Pestelli in La Stampa del 30-12-1965. 4) Stephan Ullmann, Semantica, trad. ital., Il Mulino, Bologna 1965, pag. 210. 5) T. De Mauro, Introduzione alla semantica, Laterza, Bari 1965, pag. 124. 6) conativo = volitivo. 7) cfr. Perelman-Olbrechts Tyteca, Trattato dell’argomentazione, Einaudi, Torino 1966, pagg. 79 e segg. 8) con significato migliorativo: brutal, blind, fanatisch, organisch ecc. con significato peggiorativo o svalutativo: Asphalt, Demokratie, November, System ecc. 9) citato in Ullman pag. 210. 10) citato in Ullman pag. 267. 11) per es.: Propaganda, Kampf, Charakter, Bauer, Krieg ecc. 12) Pierre Guiraud, La semantica, trad. ital., Bompiani, Milano 1966, pag. 128. 13) Hermann Rauschning- amico personale di Hitler, quindi suo avversario. 14) Ernst Niekisch (socialdemocratico; direttore della rivista "Widerstand” «Resistenza»), Il regno dei demoni, trad. ital, Feltrinelli, Milano 1959, pag. 329. 15) William Shirer, Storia del Terzo Reich, trad. ital. Einaudi, Torino 1962, pag. 390. 16) Cornelia Berning, Vom « Abstammungsnachweis » zum « Zuchtwart », Walter De Gruyter, Berlin 1964, pag. 147. 17) voci scatologiche frequentissime: "Dreck": fango, sterco, luridume, cosa insignificante ; ” Scheisse merda ; ” Arschloch ano ; ” Judensau troia ebrea ; ” welche Hure hat dich geschissen quale puttana ti ha cacato. 49