gli interessi economico-politici del «Volk». Arbeitseinsatzführer (m) dirigente dell’ufficio impiego della mano d’opera; ufficiale responsabile della fornitura della mano d’opera. V. Arbeitsstatistik; Lager • SS. Arbeitseinsatz im Osten impiego di lavoratori in oriente. Eufemismo. Cfr. Endlösung. Arbeitseinsatzschreibstube (f) fureria; nei campi di concentramento (Dachau) assegnava il lavoro ai prigionieri, all’in-terno e all’esterno, d’accordo con le SS. Arbeitseinsatzverwaltung (f) ufficio amministrativo competente per la mobilitazione del lavoro. Cfr. Arbeitseinsatz. Arbeitserziehungslhäftüng (m) detenuto condannato al « lavoro rieducativo ». Cfr. Dreieckswinkel. Arbeitserziehungslager (n) campo ” e-ducativo ” di lavoro. Campi di lavoro pesante nei quali i prigionieri veniva ” rieducati ” sia perchè si fossero comportati ” male ” sul lavoro, sia perchè avessero tentato la fuga. arbeitsfähig idoneo, abile al lavoro. La espressione altamente positiva in un contesto normale, assumeva un significato tragico, diventava sinonimo di condannato a morte. L’ebreo o il comunista « abile al lavoro ” era naturalmente uomo robusto e per lo più giovane, quindi un pericoloso nemico potenziale, cioè un traditore. Cfr. Auslese, natürliche. Arbeitsfront (f) fronte del lavoro. Organizzazione spersonificante di massa. E-ra una organizzazione obbligatoria di tutti i prestatori d’opera e di tutti i datori di lavoro. Comprendeva 25 milioni di membri. Tutti coloro che lavoravano, al-l’infuori dei servizi pubblici, vi si trovavano ipsofacto inquadrati. Il ’’Fronte non esercitava nessuna funzione economica; non organizzava né il lavoro, né il mercato del lavoro: esso indottrinava gli operai, li tesserava e assicurava i posti di comando ai membri del partito, cfr. Gesetz zur Ordnung der nationalen Arbeit; Arbeitsgemeinschaft. Arbeitsfront, kulturelle fronte del lavoro culturale. Arbeitsgau (m) v. DAD. Arbeitsgemeinschaft (f) comunità di lavoro. Già nel 1918 era stato concluso un accordo tra proprietari ed operai per la creazione di una comunità di lavoro, mediante la quale si proponeva di sostituire alla lotta di classe la cooperazione fra capitale e lavoro. Il nazionalsocialismo fa suo questo principio e, introducendo nel suo linguaggio il termine «Gemeinschaft», sfrutterà in pieno le connotazioni razziali, nazionalistiche, quasi magiche, della parola, per irretire i lavoratori, e giungerà in realtà al saccheggio sistematico della mano d’opera a favore del Reich, cfr. Gemeinschaft e Grossraumwirtschaft. Arbeitsgemeinschaft der vaterländischen Kampfverbände unione di azione dei gruppi combattenti della patria. Unione risultante dalla fusione di 4 associazioni patriottiche armate della Baviera che si unirono ai nazisti nel 1923. Arbeitsheer (n) esercito del lavoro. Talvolta usata invece di « Arbeitsdienst ». Arbeitskamerad (m) compagno di lavoro; termine usato invece di « Kollege ». Arbeitskameradschaft (f) solidarietà di lavoro. Arbeitskommando (n) distaccamento di lavoro. Nome ufficiale, per quanto fitti-zio, della « Schwarze Reichswehr » (esercito nero) che era stata creata per integrare e rafforzare segretamente l’esercito regolare (Reichswehr) ridotto dal trattato di Versailles a soli 100.000 uomini. Parlare pubblicamente della R- nera era considerato atto di tradimento. Ufficialmente i membri di questi battaglioni di lavoratori erano volontari assunti dallo Stato con contratto a breve termine; indossavano una uniforme ed erano acquartierati nelle caserme della Reichswehr. Questo nuovo esercito segreto era. destinato in un primo tempo a proteggere le frontiere orientali della Germania da un eventuale attacco di volontari polacchi o di altre forze. I capi sconfinarono nel terreno giudiziario in quanto si credettero in dovere di far rinascere gli orrori dei « Femgerichte ». Cfr. Feme. Arbeitslager (n) campo di lavoro; forma abbreviata di « Arbeitsdienstlager ». Arbeitsmaid (f) giovane lavoratrice. Termine ufficiale che designava le appartenenti al servizio di lavoro della gioventù iemminile. Cfr. Maid. Arbeitsmann (m) milite del servizio di lavoro. Secondo il nazismo era non soltanto ” lavoratore ” ma anche contadino e soldato. La forma del plurale che nel linguaggio comune è « Arbeitsleute », nel lessico nazista diventa « Arbeitsmänner ». Arbeitsmensch (m) il lavoratore in quanto inserito nell’ordine nuovo, v. Neuordnung. Arbeitsopfer (n) mutilato civile, del lavoro. Arbeitspass (m) certificato di lavoro prestato. Arbeitspflichtiger (m) soggetto all’ob-bligo del servizio di lavoro. Arbeitsplatzaustausch (m) trasferimento da un posto di lavoro ad altro. Arbeitsrasse (f) popolo di lavoratori. 60