Fernando Trebbi Forme e figure della spettacolarità nazista Se è vero che la politica culturale del terzo Reich mirava a fare del nazismo un elemento « fissatore » dei significati, tentando di accreditare, prima, e di stabilizzare, poi, quei nuovi valori significativi che meglio rispondevano alla sua ideologia, si può ben dire che la funzione del cinema tedesco si risolveva e si esauriva, allora, in una attività di semplice rispecchiamento o visualizzazione, dei pervertimenti realizzati e delle arbitrarie interpretazioni mano a mano codificate, sulla pelle della lingua, in sostituzione dei normali e legittimi significati delle parole. Cinema e teatro, come del resto tutte le altre forme di espressione artistica e culturale, ben lungi dal potersi proporre mete di carattere autenticamente creativo, da una parte risultavano praticamente esclusi dal progetto di trasformazione violenta delle strutture sociali, proprio perchè di una trasformazione violenta si trattava e non invece di un mutamento profondo e reso indispensabile da irreversibili esigenze di natura storica e civile, dall’altra dovevano adeguarsi a divenire o ' o degli strumenti di comunicazione, delle cinghie di trasmissione, di uno sforzo di invenzione e di elaborazione che, come solitamente accade nelle dittature, si sviluppava completamente al di fuori da ogni ambito artistico, derivando le sue motivazioni dalle oscure regione della metapolitica nazista. Tutti i fenomeni di involuzione politica e civile del resto, si preparano quasi sempre al di fuori e contro le arti o la cultura, che solamente in tempi successivi sono costrette a frettolosi allineamenti ; contrariamente a quel che avviene nei fenomeni di evoluzione, dove è facile, invece, scoprire le arti in una posizione di punta o in un ruolo di strettissima partecipazione alla ideazione di nuove prospettive e alla ricerca di nuovi modi di pensare, di agire, di giudicare, di vedere, ecc. Ma anche per svolgere la loro funzione di strumenti di propaganda al servizio di una ben precisa ideologia, le forme dello spettacolo nazista avevano bisogno di un linguaggio ; e non avendo il tempo di elaborarne uno che fosse del tutto nuovo, adeguato all’uso che se ne voleva fare, perfettamente insospettabile quanto alla capacità di veicolare certi significati e non altri, si trovarono nella necessità di adattare, nel migliore dei modi e secondo le più sperimentate regole dell’efficacia e della funzionalità, quello di cui disponevano e che era però parte integrante della tradizione artistica, cinematografica e teatrale, della nazione. Si ritrovarono pertanto, i nazisti, in una situazione analoga a quella in cui s’erano trovati di *fronte alla lingua, quando, non potendo cambiare del tutto il significato tradizionale delle parole o reinventare completamente il vocabolario, cercarono di violentare il linguaggio, forzandone il senso e mutandone l’uso fino a fare in modo che esso diventasse il più possibile adeguato all’esigenza di tra- smettere e di solidificare nelle coscienze degli individui, un armamentario di tipo politico e ideologico. Il problema, cioè, era nuovamente quello di lavorare su figure, stilemi, forme, che appartenevano già ad una tradizione espressiva, a volte estremamente pregevole e straordinariamente valida dal punto di vista artistico, e che proprio nell’ambito di quella tradizione avevano assunto significati ben precisi 67