commento sardonico, com’è il caso di Felzug in Polen, in cui gli edifici scoperchiati di Varsavia venivano mostrati in ripresa aerea simili a gusci vuoti mentre la voce del commentatore sbeffeggiava Chamberlain per il misero successo del suo tentativo di venire in aiuto dei polacchi dichiarando guerra alla Germania, e di Sieg im westen. Film di questo genere, proiettati presso le Ambasciate tedesche dei paesi di cui la Germania sperava di impadronirsi in un prossimo futuro, avevano lo scopo di impressionare e ricattare gli spettatori insinuando il convincimento che la resa incondizionata fosse in ogni caso preferibile a qualsiasi tentativo di resistenza. E in realtà queste immagini di conquista e di violenza dovevano riuscire effettivamente terrificanti agli occhi di coloro ( diplomatici, uomini politici, ecc. ) che erano direttamente responsabili dei futuri rapporti del loro paese con Hitler (16). Un tipico esempio di ciò che i linguisti chiamano discorso disposizionale, nonché una traduzione cinematografica de\V eufemismo, ben più largamente utilizzate a livello della lingua, il cinema nazista lo offrì con Ich klage an : un film che proponeva in termini (si badi bene) da « caso di coscienza » la questione dell’euta-nasia cercando di indurre lo spettatore in uno stato psicologico di accondiscendenza emotiva e, come al solito, apparentemente non forzata, non imposta dall’alto. Lo spettatore anzi, giudicando estremamente umano l’atto di chi poneva pietosamente Ime a delle sofferenze non altrimenti alleviabili, era costretto a considerare con severità l’esistenza di impedimenti all’esercizio di simili interventi. Ma poiché il film è del '41, e a quel periodo i nazisti avevano già brillantemente risolto « casi di coscienza » ben più difficili di quelli dell’eutanasia, risulta evidente la maniera sostanzialmente eufemistica di proporre un dilemma il cui scopo, non dichiarato ma palese, ‘era quello di introdurre la questione presso l’opinione pubblica per prepararsi il terreno a future rivelazioni o giustificazioni di una attività praticata ormai su larga scala. Anche i film che si fanno rientrare sotto la categoria del blut und boden ubbidivano spesso a quei criteri che abbiamo detto disposizionali. Da una parte infatti essi erano collegati alla campagna per la difesa delle tradizioni e dei costumi e per lo studio di tutto ciò che riguardava le origini dei germani primitivi ( com’è il caso di Geheimnis Tibet realizzato da una équipe che lavorava alle dipendenze di Himmler) ; dall’altra parte invece rientravano nella battaglia condotta contro il mito della città e dell’asfalto in ossequio allo slogan secondo cui « il germano non tollera la grande città » (e si pensi a questo proposito al possibile parallelismo con una certa situazione della cultura italiana e in particolare con la polemica di strapaese e stracittà ). In realtà la lotta contro l’inurbamento, la città, l’asfalto (sempre presente come problema nella cultura tedesca e largamente svolto dal cinema espressionista e da quello della Repubblica di Weimar), l’esaltazione del contadino e della terra, servivano al nazismo per opporsi al movimento operaio cittadino legato alla moderna società industriale e avevano una funzione analoga a quella del movimento degli artamani, che propugnava il « rinnovamento dei contadini tedeschi » e che predicava il ritorno alla terra come mezzo per salvare i giovani tedeschi dalla « corruzione » delle città e delle fabbriche, auspicando per loro una vita semplice in campagna a contatto con la terra e con la natura e all’insegna del motto « il sangue, la terra, il gladio ». (17). Ma i film artisticamente più notevoli della cinematografia nazista li realizzò Leni Riefenstahl con criteri di carattere documentaristico e avendo per soggetto il primo Congresso del partito a Norimberga e le Olimpiadi del ’36. Triumph des Wiìlens e Olympia, così s’intitolano i due film, presentano indubbiamente, rispetto agli altri film nazisti, delle qualità di composizione di un certo valore e tali addirittura da convincere molti critici a considerarli, nel loro genere, come opere 75