Haig A. Bosmajian LA MAGIA DELLA PAROLA NELLA PROPAGANDA NAZISTA Nel dicembre del 1924 Adolfo Hitler venne rilasciato dalla fortezza-prigione di Landsberg am Lech. In quello stesso mese i nazisti riuscirono ad ottenere 907.000 voti su un totale di 30.290.000 voti; questi 907.000 voti diedero ai nazisti 14 seggi al Reichstag al quale erano stati eletti 493 deputati. Di lì a dieci anni nell'ultima elezione libera tenuta in Germania, l? milioni di Tedeschi (il 43,9% dell’elettorato) diedero i loro voti ai candidati nazionalsocialisti che ottennero 288 seggi al Reichstag. Con l’esclusione forzata degli 88 deputati comunisti legalmente eletti e con l’appoggio dei deputati nazionalisti i Nazisti ebbero una maggioranza del 52%. Sebbene i Nazisti facessero ricorso al terrore, alla violenza e all’intimidazione per conquistare e mantenere il potere, essi ben presto compresero che con questi soli mezzi non avrebbero ottenuto la supremazia sulla nazione tedesca. Dopo il fallito putsch di Monaco Hitler aveva deciso che invece di « darci da fare per ottenere il potere con un colpo di stato, dovremo turarci il naso ed andare al Reichstag accanto ai deputati cattolici e marxisti... Prima o poi avremo la maggioranza — e dopo di ciò, la Germania (x) ». Si fece ricorso alla violenza fisica, disse il nazionalsocialista Eugen Hadamovskv, ma la propaganda convenientemente condotta avrebbe potuto essere più efficace della forza come mezzo di persuasione. Siccome la propaganda « influenza la volontà dell’uomo », egli disse, « essa è più occulta, più potente, e più profonda nei suoi effetti dell’aperta forza di eliminazione (2) ». Per persuadere il Volk tedesco ad accettare la Weltanschauung nazionalsocialista, Hitler fece uso di mezzi di persuasione verbali e nonverbali. I mezzi verbali di persuasione, specialmente quelli oratori, furono potenziati da mezzi nonverbali come insegne, gagliardetti, marce, rituali, spade, fiaccole, uniformi e distintivi. Bronislaw Malinowski sul cerimoniale magico e sui miti dei Nazisti ha scritto : « Coloro che hanno studiato le tecniche propagandistiche, come queste sono state sviluppate nei paesi totalitari, comprenderanno che le promesse eccitanti, le affermazioni di potere ed efficienza, come anche la canalizzazione di odi e di passioni, sono basate essenzialmente sulla tecnica della magia della parola. Il potere costrittivo di questa magia sui seguaci è chiaro ed è stato dimostrato dall’efficienza dell’aggressione militare totalitaria. Questa è una di quelle verità che dobbiamo ammettere anche se esse portano a riflessioni malinconiche sull’impotenza delle democrazie nei confronti delle fedi totalitarie. In effetti dobbiamo riconoscere questa verità nonostante tutte le sue deprimenti conseguenze (3). Proprio come i Nazisti crearono « nuovi » simboli nonverbali di persuasione ed adattarono i tradizionali simboli germanici ai fini nazionalsocialisti, così essi * da ETC: A Review of General Semantics XXIII (March 1966), 1,9.23. (trad, di A. Badiali). 86 /