mettani, 30,6% di cristiani, e 53,4% di pagani. Come poteva questo 0,3 per cento della popolazione mondiale avere un tale potere sul rimanente 99,7 per cento? Se gli ebrei fossero stati rappresentati come esseri umani con caratteristiche umane, poteri umani e debolezze umane, ovviamente essi avrebbero potuto avere ben scarsa influenza su un numreo cosi grande di non Ebrei. Questo 0,3% doveva quindi essere rappresentato come demoniaco, come dotato della virulenza di una epidemia, come un morbo capace di distruggere intere popolazioni. Il « drago rosso » e il « bacillo giudaico » non si potevano distruggere, evidentemente, per mezzo di un qualsiasi sano programma politico o sociale elaborato nella discussione e nel dibattito parlamentare. Per distruggere quei mali subdoli — pestilenze, dèmoni, vipere — erano necessarie le macchinazioni e le formule magiche dello stregone, del mago. Dopo aver evocato quei fenomeni paurosi, dopo aver diretto l’attenzione del Volli sugli orribili elementi che lo assediavano, Hitler si proclamò il mago-salvatore che solo avrebbe potuto liberarlo da dèmoni, peste e drago. Egli era particolarmente necessario, si diceva al Volli, per distruggere i microorganismi, che erano i più insidiosi, i più pericolosi. Come Lowenthal e Guterman hanno scritto : « Il microorganismo sembra riunire in sé tutte le qualità viziose, ostili al massimo grado. Esso è onnipresente, occulto, mortale, subdolo, esso suscita l’idea dello sterminio, e, ancor più importante, non è visibile a occhio nudo - è necessario l’agitatore esperto per scoprirne la presenza (24) ». « Drago rosso » e « bacillo giudaico » non erano mere figure retoriche nella propaganda nazista; il loro uso era così persistente, così costante, così veemente che in effetti essi avevano preso il posto degli oggetti nella percezione degli ascoltatori (25). Se le formule magiche dovevano aver effetto, il « nemico » non poteva essere semplicemente un criminale o uno psicopatico con caratteristiche umane, perchè, come hanno notato Lowenthal e Guterman, « la legge e la consuetudine forniscono procedure per trattare con loro. Ma l’agitatore spezza questo tenue legame tra il nemico e l’umanità trasformandolo in un animale inferiore (26) ». I bolscevichi non erano come un drago, essi erano un drago; gli Ebrei non erano come un demonio o un bacillo, essi erano sia demonio che bacillo. I tedeschi già dominati dal senso di angoscia e di frustrazione erano psicologicamente disposti ad accettare la spiegazione di Hitler per la loro cattiva fortuna, per la loro crisi economica, politica e sociale. Una delle funzioni della società è quella di offrire ai suoi membri una specie di sicurezza che rende piacevole e interessante la vita nella comunità. In mezzo alla sconfitta, alla violenza della rivoluzione, all’inflazione, alla disoccupazione e depressione economica, la repubblica di Weimar evidentemente non dava al Volk tedesco quel senso di sicurezza. Secondo le parole di Paul Tillich, « un vivo desiderio di sicurezza stava crescendo in ognuno. Una libertà che porta alla paura e all’angoscia ha perso il suo valore : meglio l’autorità con sicurezza che la libertà con paura (27) ». Quell’autorità era Hitler. Come mago-salvatore egli affrontò il compito di dare al Volk la sicurezza. Un passo in quella direzione era quello di « spiegare » le forze responsabili della perdita di sicurezza, onore e potere da parte della Germania. Tutto quanto si doveva compiere era capire chi fosse responsabile della sfortuna e in seguito si sarebbe potuto agire sulla base di quella « conoscenza ». La sensazione di impotenza nell’affrontare il « nemico » sarebbe stata quindi sostituita dall’azione contro di lui. Charles Odier ha spiegato la relazione esistente tra la sensazione di impotenza nell’individuo preso da angoscia e il suo ricorso alla magia : « Molto spesso la sensazione di impotenza sorge per prima, è primaria. Dopo essersi sentito per così lungo tempo disprezzato, completamente incapa- 91