dell’attività umana in cui l'esperienza ha dimostrato all’uomo la sua impotenza pragmatica (31 ) ». Mediante l’uso di formule magiche, potenziate dai simboli nonverbali di persuasione, Adolfo Hitler allontanò il Volk tedesco dal pensiero discorsivo. Egli evocò la mentalità collettiva e trascinò il popolo in situazioni allucinate e fantasmagoriche. « Nelle situazioni disperate », scrive Ernst Cassirer, « l’uomo farà sempre ricorso a mezzi disperati — e i nostri miti politici odierni sono stati tali mezzi disperati. Se la ragione ci ha abbandonato, ci rimane sempre l’ultima ratio, il potere del miracoloso e del misterioso (32 ) ». NOTE 1) Kurt Ludecke, I Knew Hitler (New York, 1937), pp. 234-235. 2) Eugen Hadamovsky, Propaganda und nationale Macht (Oldenburg, 1933), p. 16. 3) Bronislaw Malinowski, Freedom and Civilization (New York, 1945), p. 213. 4) Veramente a dirlo è Alfesibeo nella gara con Dàmone nell’ottava egloga delle Bucoliche, aggiungendo poi: Carminibus Circe socios mutavit Ulixi, / Frigidus in pratis cantando rumpitur anguis. (Pharmaceutria, vv. 69-71). Assai note per questa abilità di attirare la luna in terra per opera di magia erano le maghe della Tessaglia ed essendo Medea una famosa maga e per di più nipote della leggendaria Circe si può forse così individuare la genesi del curioso «svarione» di Cassirer. (N.d.T.). 5) Ernst Cassirer, Myth of the State (New Haven, 1946), pp. 282-283. 6) Karl Kindt, « Der Fiihrer spricht », Neue Literatur (January 1934). 7) Adolf Hitler, Mein Kampf, transl. Ralph Manheim (Boston, 1943), p. 106. 8) Hadamovsky, op. cit., pp. 11-12. 9) Cassirer, op. cit., p. 283. 10) Victor Klemperer, LTI: Notizbuch emes Philologen (Berlin 1947); pp. 267-268. 11) Werner Betz, «The National-Socialist Vocabulary», The Third Reich (London 1955), p. 789. 12) Gustav Le Bon, The Crowd (New York, 1960), p. 103. 13) Sigmund Freud, Group Psychology and the Analysis of the Ego, trans. James Stra-chey (New York, 1960), p. 16. 14) Hitler, op. cit., p. 562. 15) John Wilson, Language and the Pursuit of Truth (Cambridge, 1956), p. 41. [La citazione è stata riportata all’estensione che ha nel testo originale; per la sua retta comprensione conviene riportare quanto precede immediatamente: « Alcuni studenti americani, col probabile intento di screditare la teoria [razzista], inviarono a Hitler diversi campioni di sangue, ognuno prelevato da un membro d’una razza diversa, incluso uno di sangue ariano. Essi lo sfidarono quindi a riconoscere quello proveniente da un Ariano. Né Hitler nè i suoi scienziati furono in grado di farlo, perchè non esiste in effetti nessun ” sangue ariano ”: vale a dire, non c’è alcun carattere particolare nel sangue degli Ariani che lo distingua dal sangue delle altre razze ». N.d.T.]. 16) Franz Six, Die politische Propaganda der NSDAP im Kampf um die Macht (Heidelberg, 1936), pp. 18-19. 17) Hitler, op cit., pp. 118-119. 18) Adolf Hitler, Hitler’s Speeches, trans, and ed. Norman Baynes (London, 1942), p. 693. 19) Ibid., p. 68. 20) Ibid., p. 743. 21) Ibid., p. 20. 22) The International Military Tribunal, Trial of the Major War Criminals (Nuremberg 1947), III, pp. 522-523. 23) The International Military Tribunal, Trial of the Major War Criminals (Nuremberg 1948), XXVIII, pp. 307-310. 24) Leo Lowenthal and Norbert Guterman, Prophets of Deceit (New York, 1949), p. 55. 25) Ibid. 26) Ibid. 27) Paul Tillich, The Protestant Era (Chicago, 1947), p. 245. 93