Franco Bassani Appunti per una fenomenologia del linguaggio in Merleau-Ponty In due momenti successivi il pensiero di Merleau-Ponty assume il tema del linguaggio nonostante la molteplicità delle riprese e, di conseguenza, dei testi che vi si riferiscono (1 ). Il liguaggio viene incontrato dapprima come un momento del fenomeno della corporeità, cioè come una possibilità del corpo, inteso come potere di comportamenti intenzionali — il parlare come il più significante dei comportamenti del corpo soggetto. Il secondo momento in cui ci si interessa al linguaggio, è quello in cui si prende a considerare l’essere per sé dell’autocoscienza : nella ripresa del fenomeno del Cogito, la parola si presenta come elemento costitutivo di esso. Il linguaggio si propone dunque come componente della corporeità significante ed, in seguito, come espressione di una immanenza, come struttura mondana del pensare. E’ facile vedere, in queste due riprese, delle riprese, appunto, a livlli successivi, di vedute su un solo fenomeno: l’essere-al-mondo, l’e-sistere intenzionale — che è, a livelli successivi, prima l’intenzionare un mondo da parte di un corpo che compie gesti significanti, di cui il linguaggio è il più capace, e poi un io pensante che si fa pensante nella messa in forma parlande di un mondo. Quello che Merleau-Ponty dice del linguaggio è fenomenologia perchè il linguaggio è assunto come momento costitutivo del fenomeno originario dell’io-mondo e considerato nel suo fungere all’interno di esso. E’ necessario individuare la collocazione esatta delle affermazioni sul linguaggio di Merleau- Ponty, per poterle presentare come elementi di una fenomenologia, cioè come una presa sul linguaggio che non intende coincidere e quindi competere con una scienza del linguaggio, nè essere una « teoria » che presuma di poter parlare di fenomeni, senza indicare nel proprio fondarsi in essi il motivo della propria validità. Il piano su cui il linguaggio viene considerato è precisamente quello fenomenale, nell’accezione precisa che il termine assume nel complesso del pensiero di Merleau-Ponty. Dei due aspetti del fenomeno, indicati in precedenza, intendiamo privilegiare il secondo e, di conseguenza, considerare il linguaggio all’interno del fenomeno originario, nel momento in cui si presenta come elemento dell’autocoscienza, quando cioè ci si accorge che la coscienza, che viene concepita come essere-al-mondo, pur non essendo una « soggettività » conserva tuttavia un’esi- FENOMENOLOGIA 7