fenomeno è precedente ad ogni astrazione di elementi e la difficoltà risiede nella comprensione di questo concorso in un senso di una pluralità di materiali e di significati relativi. In che modo, dunque, un significare più complesso e primo instaura un significato inedito sulla base di significati già dati, com’è possibile dire il non detto col già detto allargando il campo del dicibile con una vera e propria instaurazione di significato? Il senso di un’espressione non viene ottenuto per composizione, così come l’unità-cosa non è l’insieme dei suoi aspetti percettivi : è un vuoto determinato indicato e circoscritto dai significati dei singoli elementi espressivi utilizzati, mediante un gioco incrociato in cui quell’intenzionalità indeterminata di ciascuno dei termini, definendosi nell’accostamento, fa apparire ciò che non è contenuto in nessuna delle intenzioni, come il termine non tematizzato da nessuna delle singole espressioni. Si usano elementi espressivi noti, tematizzandoli in quanto significati posseduti, ma il loro potere non è di rappresentazione bensì di allusione; e l’allusione rinvia a ciò che manca al complesso dei significati utilizzati, ai quali si fa ricorso non per dirli in quello che significano, ma per far apparire quello che in essi ancora non è comparso, quel pensiero nuovo che si cerca di instaurare. Si parla per sapere che cosa manca alla parola già detta, per pensare il pensiero non ancora pensato che pertanto viene circuito mediante i pensieri pensati, perché appaia come lo spazio delimitato dal loro intersecarsi. Non esiste però ancora una parola unica che dica questo pensiero che appare come il termine non dato di una serie di movimenti espressivi intenzionali ; il significato da esprimere si profila come il polo di riferimento delle Abschattungen tematicamente significanti, come l’unità della cosa percepita si dà come l’unità presuntiva non percepita di tutti i profili percettivi. Fungono qui come materiale percettivo le parole già disponibili, la cui apertura intenzionale indeterminata è passibile di tutti quegli aggiustamenti dai quali sorge ogni nuova espressione. Allo stesso modo in cui il mondo è il termine di movimenti convergenti del corpo, convergenze che contengono ed indicano il mondo come il senso della loro direzione, non come l’oggetto del loro sapere, lo stesso avviene dei significati in rapporto alle parole che li intenzionano ; si aprono ad essi, li esercitano facendoli essere, senza produrli ad oggetto tematico di un’apprensione intuitiva ; il senso rimane un’aspirazione muta del mondo parlante, una sorda presenza del mondo sonoro, qualcosa che progressivamente si profila attraverso delle Abschattungen, ma che in persona non si dà. Quando la sommazione degli scarti dai precedenti significati ha raggiunto un valore apprezzabile, si può dire che qualche cosa è pervenuto all’espressione : « Benché solo le Abscattungen della significazione siano date tematicamente, sta di fatto che, oltrepassato un certo punto di discorso, le Abscattungen, prese nel suo movimento, fuori del quale non sono nulla, aH’improvviso si contraggono in un’unica significazione e noi ci accorgiamo che qualcosa è stato detto » (2). Lo stesso avviene nella lettura di un autore che accostiamo attribuendo inizialmente alle sue parole il loro senso comune ed entrando a poco a poco in quel senso nuovo che l’autore conferisce loro. Solo a questo punto posso dire di un significato che è acquisito, che sono riuscito ad incorporarlo in un apparato di parola che non gli era destinato ed a rendere, così, disponibile questo significato. E’ diventato qualcosa che ora so in quanto lo ho incluso in un giro espressivo che ora il significato abita, rendendosi per questa via disponibile come ogni altro apparato espressivo, frutto di un passo che ha generato il senso come una « deformazione coerente », una centrazione nuova del materiale. 10 FENOMENOLOGIA