attraverso ¡1 quale l’elemento naturalistico viene ad assimilarsi a quello umano per potenziarlo emotivamente e d’altra parte un processo di degradazione dell'uomo a cosa di carattere eminentemente razionale. Un terzo procedimento metaforico è quello in cui il termine analogico viene a mancare ed il contesto crea un nuovo significato. Fondamentali in questo senso gli esperimenti di montaggio da lui condotti con Kulesciov (4 ). Verso la fine della Madre quando il figlio riceve la lettera della madre il regista vuole rendere la sua gioia : dopo aver ripreso le mani del personaggio e la parte inferiore del viso egli mescola a queste scene del materiale del tutto estraneo come lo scorrere di un torrente, il gioco dei raggi del sole che si rifrangono sulle acque, animali domestici che starnazzano in una corte e infine un ragazzo che ride. Questo accostamento di materiali diversi, appartenenti a realtà fisiche diverse, uniti attraverso un procedimento psico-associativo che pre- scinde da qualsiasi analogia semantica, crea delle metafore cinematografiche di una rilevanza eccezionale. Ancora nella Madre possiamo individuare un esempio di litote ( il dolore della madre per la morte del marito rappresentato attraverso il pianto delle vicine mentre il suo viso resta immobile ) e un interessante tentativo di sinestesia. Sapendo che i dati visivi sono un mosaico di sensazioni che noi riceviamo con tutto il nostro essere P. adotta un procedimento di sonorizzazione di un dato visivo mediante l’accostamento di due immagini in cui venga colto un suono violento. L’esasperazione dovuta alla durata della ripresa ed allo scontro di immagini sonore produce la sensazione di suono. Ad esempio il suono della sirena della fabbrica ed il canto del gallo, o lo sguardo di dolore della donna che veglia sul corpo del marito ucciso unito all’immaginazione di un rubinetto che gocciola. Qui per evidenziare meglio la situazione P. adotta il procedimento anaforico o come lui stesso dice dell’iterazione e del leit-motiv. Una serie di rigorose scelte stilistiche omogenee presiedono alla concezione generale della tecnica di ripresa della Madre : le riprese della madre costantemente colta dall’alto in basso hanno il preciso intendimento di far nascere nello spettatore « certe associazioni aggiuntive e lo stato di deperimento e di umiliazione della madre... per esempio nell’inquadratura della perquisizione : per tutto il tempo essa guarda dal basso in alto, non solo perchè l’ufficiale è più alto di lei, ma anche perchè ella si inchina, si umilia davanti a lui » (5). Questa connotazione sistematica trova poi, nelle immagini finali della donna ripresa dal basso che raccoglie la bandiera rossa e si pone alla testa delle truppe rivoluzionarie, la risoluzione ideologica dialettica. E’ un procedimento stilistico che nel contesto narrativo può apparire come una scelta coerente e preliminare attraverso delle possibili varianti sinonimiche e che trova poi nelle immagini della polizia sia un valore metaforico che metonimico esattamente delineato dallo stesso operatore di P. (6). L’immagine della sentinella, mai proposta nella sua unità, rinvia all’oppressione del potere zarista simboleggiata dal primo piano degli stivali e attraverso la ripetizione, come si è visto diventa l'incarnazione materiale del potere stesso. In modo più dichiaratamente simbolico sono costruite le scene della requisitoria del giudice del tribunale in cui la figura dell’aquila bicipite zarista che fa da sfondo al giudice, diventa parte integrante dell’immagine e determina logicamente il tenore del discorso del giudice. Similitudini metafore simboli e altre figure retoriche che ricalcano moduli espressivi letterari : P. stesso è esplicito a questo proposito : « Io posso unire il furore di un uomo con il ruggito di un leone. Il linguaggio cinematografico CINEMA 33