Uno dei motivi più formalmente interessanti di Trans-Europ-Express, consiste nel vedere come l’impiego della citazione, quale figura retorica dominante, si risolva nelle parallele figure (\e\Vaccumulo e dell’assembramento, ovvero nella tendenza ad addossare strettamente l’uno all’altro diversi materiali oppure elementi appartenenti a diversi sistemi di comunicazione (verbale, musicale, visuale, gestuale ) badando bene però a fare in modo che essi ( materiali ed elementi ) divergano dal punto di vista del senso o risultino, almeno, « giocati » e relazionati in modi e con funzioni sempre nuove : talvolta con effetto ironico-parodistico, talvolta invece, più curiosamente, con effetto di appiattimento o di banalizzazione del linguaggio. Così, ad esempio, mentre i poliziotti in bombetta e il baffuto Trintignant mimano l’azione dell’inseguimento del trafficante, la voce fuori campo di Jean assume gradualmente un tono oratorio e delucidativo, quasi una sorta di retorica expositio. « Su un marciapiedi della Gare du Nord a Parigi — recita la voce — un trafficante di droga riceve da un complice una valigia truccata a doppio fondo, che gli dovrà servire per importare dal Belgio parecchi chili di cocaina. Dopodiché egli sale sul Trans-Europ-Express in partenza per Anversa. Ma la polizia, sempre sul chi vive, ha pedinato il nostro uomo il quale, non appena prende posto nello scompartimento, si vede assalito da tre difensori dell’ordine armati sino ai denti. A tale proposito sarà bene ricordare che il traffico degli stupefacenti rappresenta una parte non indifferente del reddito nazionale, cioè lo 0,17% del totale di scambi realizzati per conto di importatori temporanei da organismi privati, ovverossia l'un per mille degli utili e lo 0,07% corrispondente al valore di acquisto della materia prima, al minimo sindacale dei tramiti e delle varie ». A ben vedere è facile scoprire che questo brano è « costruito » in modo da « disturbare » nettamente la « visione abitudinaria » dello spettatore. Infatti mentre la prima parte è ottenuta mediante l’accostamento di alcuni luoghi comuni tipici del linguaggio « giallo » o « poliziesco » : « la valigia truccata », « sempre sul chi vive », « a doppio fondo », « armati sino ai denti», «trafficante di droga », « complice » ; la seconda parte si propone come un memento che si risolve poi in una sorta di enumeratio a carattere sindacaleconomico tanto inaspettata quanto sgradevole e fastidiosa. Si tratta in questo caso di una enumeratio, per così dire simplex, in cui l’effetto della elencazione, scontrandosi con quello della esposizione di una possibile storia, mette in movimento dei meccanismi parodistici all’interno stesso del testo verbale, senza che sia necessario riferirsi, anche, al con-testo delle immagini. Poco più avanti però, Robbe-Grillet adopera una forma di enumerazione che potremmo dire (per stare al gioco, s’intende!) composita, nel senso che per caricarsi di significato essa « ha bisogno » di essere riferita alle immagini e di « giocare » con ciò che sta accadendo sullo schermo. E’ questa volta la voce di Lucette che con il solito tono recitativo dice : « Il taglio dei diamanti richiede tre operazioni principali : il clivaggio o taglio, la sfaccettatura e la politura. Il taglio può farsi in tutti i sensi, servendosi di dischi circolari coperti di polvere diamantina. La sfaccettatura si ottiene sfregando l’uno contro l’altro due diamanti preventivamente tagliati. Per la politura vanno bene i dopps. Il diamante può assumere la forma di brillante, di gocciola e di scheggia ». E’ chiaro che Vexpositio, così impiegata, permette anche, all’autore, di duplicare, in un certo senso l’azione verbalizzandola e visualizzandola insieme, il che in fondo costituisce una maniera di opporsi deliberatamente a quella tecnica fondamentale del coinvolgimento narrativo, ed in special modo cinematografico, che è la suspense. La duplicazione, CINEMA 43