e colori come onde luminose. Referenti, ripetutamente citati a proposito di Vago, utilissimi certo a stabilire relazioni e divergenze, ma non sempre efficaci — tutto sommato — a spiegare le ragioni individuali della sua ricerca. Nella sua pittura il punto fermo è raro e conclude di solito il capitolo, non la frase. Direi qu^si che le articolazioni congiuntive sono un tratto stilistico troppo frequente per non essere segnalato come caratteristico. Certe proposizioni spezzate, profilate ai margini dei quadri hanno la funzione di dilatare la superficie, di creavi attorno l’atmosfera meditativa in cui si sono lentamente definite. Chi osserva è colto, in certo senso, da un doppio impulso, investito da due percezioni contraddittorie, una sentitiva, l’altra fortemente mentale. Da un lato « riconosce » negli strumenti « tonali » qualcosa di familiare, sensazioni che sono proprie della vita fisica ; dall’altra si sente invitato ad andare oltre : il clima di assolutezza in cui vivono quelle immagini lo persuade che le vibrazioni luminose valicano gli orizzonti comuni, sono precipitate in un universo assai più ampio e rarefatto, esplorabile da una vista interna più re » un mondo che non è più poggiando sugli avvii pretestuosi e si consuma in una tensione intellettuale che offre nuovi ed originali motivi alla fantasia. Processo che va dalle cose alla sostanza, attraverso due registri di possibilità, o, per dir meglio, due gradi di una medesima scala. II più elementare di questi modi consiste nel mantenere in vita il dano fenomenico, il traliccio (pure se ritagliato nei minimi termini ) da cui viene a spiccarsi l’ascesa. La parvenza sensibile e terrestre conta poeticamente in quanto suggerisce una realtà che la sovrasta infinitamente e che pur vincendola in profondità, non la annienta. Si istituisce allora una sorta di relazione, una tensione che si placa soltanto in difficile equilibrio. A questo primo livello si danno molteplici modalità di impaginazione spaziale, del tipo « armonico » e simmetrico a quello acentrico. Altre volte il campo spaziale assoluto domin.a senza incidenze di orizzonti : l’atmosfericità è ormai un ordine visuale inedito, lontanissimo dai referenti culturali e tecnici da cui era venuta la prima lezione. 3. La partenza per Vignozzi(14) è sempre diretta, anche se lui non vuol dire, per una sorta di scontrosa civetteria, se sia la realtà oggettiva tout court quella che lo muove o una speciale naturalità delle cose, se la loro apparenza o un insieme di attributi considerati essenziali alla costituzione materiale degli oggetti. A chi vuole, dà solo una dichiarazione di principio, e cioè che non v’è specificità del lavoro artistico : niente distingue il pittore — in quanto a comportamento e a manualità — da chi (chiunque altro) compie un’azione o una sequenza di gesti al fine di interpretare il materiale che usa in modo adeguato e rispondente ad un bisogno vitale. Quel che importa comunque è che siano osservate le regole della composizione e che il risultato sia buono. Non ci si lasci sorprendere dalla apparente ingenuità della affermazione : già vi si scoprono sotto sotto due motivi : primo, l’interesse per la costruzione ; secondo, la volontà di contaminarsi con le cose, allo scopo probabile di garantire al prodotto una zona di fruibilità nuov^ e un carattere di concretezza, quali non potrebbero acuta. Il tonaiismo è accolto e piegato a « fa quotidiano e naturalistico. L’avventura visuale, del fenomeno, lo rinnega poi come occasione ARTI FIGURATIVE 83