George Mounin LA COMUNICAZIONE TEATRALE E’ allettante credere oggi che la moderna scienza del linguaggio possa fornire — a tutti coloro che si interrogano sul teatro, sul funzionamento di uno spettacolo e sulla sua funzione specifica — una bacchetta magica adatta a risolvere tutti i problemi teatrali. Più allettante ancora pensare di avere risolto tutti questi problemi parlando del teatro come di un « linguaggio », di « significante » e di « significato » teatrale, di sintassi brechtiana, di codice scenografico, etc. Non ci si accorge così che quasi sempre altro non si fa che versare, nello stampo delle metafore linguistiche molto provvisoriamente alla moda, sia delle verità lapalissiane, sia delle opinioni indimostrare, per poi abbandonarle, fra cinque o sei anni, senza che la conoscenza del teatro vi abbia guadagnato qualche cosa. Bisogna subito avvertire, senza mezzi termini, gli autentici studiosi in materia di teatro, che parlare a priori del teatro come di un linguaggio, significa ritenere risolti i problemi che un’analisi minuziosa e complessa del funzionamento dello spettacolo teatrale dovrebbe prima scoprire e definire, poi analizzare in tutti i loro dati, e infine, forse, cominciare a risolvere. A ben considerare i dati conoscitivi dei linguisti sul linguaggio dell’uomo nel senso stretto della parola (e le loro analisi valgono solo per questo campo), si può essere certi che lo spettacolo teatrale non è spiegabile mediante un calco meccanico dei concetti e delle tecniche messe a punto per descrivere il funzionamento degli enunciati linguistici. Il linguaggio dei linguisti, concepito come l’insieme delle lingue naturali umane e niente altro (l’inglese, il cinese, l’oulof, il basco, etc.), è un sistema di comunicazione, che funziona, grosso modo, come una specie di codice molto specifico, di cui, finora, non s’è trovata la struttura negli altri mezzi e sistemi di comunicazione umana. Questa specificità non dipende unicamente dalla complessità del codice linguistico stesso in rapporto alla semplicità relativa di tutti gli altri codici (se il teatro si mostrerà fondato su una sorta di comunicazione codificata, almeno parzialmente, nessuno dubbio che essa si rivelerà estremamente complessa). Questa specificità del linguaggio dipende dalla natura stessa della sua complessità. Il linguaggio degli uomini, nel senso stretto della parola linguaggio, si presenta come un codice a due stadi. Un primo stadio, in cui il messaggio da trasmettere è costruito secondo certe regole mediante unità dette significanti, o mo-nemi : « Le jour se lève » contiene quattro di queste unità ; « indécorable » ne contiene tre. Un secondo stadio, dove queste unità sono a loro volta costruite, secondo certe regole, per mezzo di unità foniche minimali successive, o fonemi : 3