der. Nei casi di apraxia si ha l’indicazione più chiara della specificità dell’intenzionalità motrice in quanto sussiste intatta, da un lato, la capacità fisica di eseguire il movimento e, dall’altra, la capacità di cogliere il senso intellettuale del movimento, di pensare il movimento poiché al malato cui non riesce di compiere il movimento comandato, è possibile far iniziare al corpo una serie di movimenti inesatti fra i quali riconoscerà, fissandolo, quello comandato ; quel che manca è appunto la capacità di far coincidere un movimento con un pensiero di esso pur sussistendo i due elementi disgiuntamente (4). L'iniziativa cinetica non è allora il pensiero di un movimento che fungerebbe da modello ad un corpo capace di movimenti fisici : questo tipo di accostamento è impensabile o meglio non è la comprensione del fenomeno bensì la delimitazione dei suoi confini, quando non voglia essere la formulazione di un problema insolubile di convivenza di in-sé e per-sé. Per comprendere questo elemento mediatore, occorre che in conformità al movimento quale è vissuto, cerchiamo di cogliere « entre le mouvement comme processus en troisième personne et la pensée comme représentation du mouvement une anticipation ou une saise du résultat assurée par le corps lui-mème comme puissance motrice, un « projet moteur » ( Bewegungsentwurf ) une « intentionalité motrice » sans lesquels la consigne demeure lettre morte » (5). Muoversi è intenzionare qualcosa-stimolo, luogo, parte del corpo allo stesso titolo che percepire, ma sotto una diversa formalità ; è una maniera di coesistere col risultato od il termine, inteso come entità mondana vissuta come spunto d’applicazione di un’operazione, non come oggetto ; è un coesistere di stile pratico tra un soggetto d’azioni che è in postura d’azione, e dei punti sollecitanti ; la coscienza che si apre è un io posso invece di un io penso ed il mondo è un insieme di manipu-landa, di pieni e di vuoti che attraggono un potere di movimento ; tra questo io posso e quei manipulanda c’è il corpo come mediatore della coesistenza ; l’intenzione motrice è al suo termine, raggiunge il suo luogo in un’operazione del corpo; questo compie l’operazione di quell’intenzionalità non come il suo strumento ma come il soggetto stesso di essa. Il mondo che sollecita al movimento chiama un io posso che è il potere di muoversi di un corpo ; un corpo comprende uno strumento por-tandovisi attualmente o virtualmente, un luogo è lontano per il mio complesso potere corporeo di raggiungerlo. Questa intenzionalità è ancora potere di anticipazione di un risultato ; con l’inizio del movimento faccio essere già, come avente da essere, il risultato, lo anticipo non tematicamente nè presentificandolo come presente, ma lo faccio presente ( reale ) come futuro, come qualcosa che intenziono secondo una modalità specifica. Merleau-Ponty non si premura di precisare se ciò che viene preso di mira dal Bewegungsentwurf è il luogo dell’operazione, una sollecitazione che viene da un punto nello spazio, una modalità d’azione localizzata o l’azione stessa ; diciamo con una formula che potrebbe venire ulteriormente specificata che quell’oggetto non tematico è noema come punto di applicazione o di passaggio di un’operazione. I MODI DELL’INTENZIONALITA’ MOTRICE Questa intenzione motrice è opera di un potere di tensione che può variare la propria ampiezza ed intensità : può allentarsi e così ridurre l’ambito su cui apre i propri movimenti o tendersi, allargando la sfera dei movimenti possibili. E’ già possibile presagire che questo potere che si tende o si distende, variando correlativamente il campo su cui si esercita, è un potere operativo e temporalizzante, un’in- 11