presa nuova usando il corpo in un intenzionare inedito. In questa acquisizione è all’opera una comprensione del movimento come esperienza dell’attuarsi in esso di un’intenzione, ma alla base di questa esperienza sta la comprensione dell’intenzione come sua effettuazione virtuale compiuta dal corpo sull’indicazione che di questa intenzione viene da un altro corpo in un suo movimento che suggerisce la modulazione di presa. Il corpo si comprende nelle cose o negli altri corpi perché -possiede sé come potere di simoblo, e sa vivere questo suo potere quando lo sente chiamato dalle intenzioni motorie altrui di cui sa l’equivalenza con le proprie possibili intenzioni, o quando la modalità prensibile della cosa gli suggerisce una maniera di presa ; il corpo può cioè leggere le proprie intenzioni fuori di sè, trova nello spazio esterno la corrispondenza alle sue possibilità e nei movimenti altrui l’equivalenza coi propri ; le manipolazioni altrui ed i manipulanda tendono e sollecitano la sua capacità di manipolare, la sua possibilità intenzionale. In questo modo lo schema corporeo ha un'intenzionalità anche virtuale che gli fa vivere non solo 10 spazio interno reale, mosso, ma anche quello che può essere chiamato in causa in corrispondenza di possibilità dello spazio esterno. Questa funzione di possibilità gli consente la consapevolezza di sé ed il riconoscimento esplicito di sé come possibilità di intenzionare e dei possibili mondani come ndicazioni delle possibilità del suo corpo. La coscienza dei possibili è il potere d’irrealizzazione di sé in movimenti effettuati in « idea », e di sentirne in sé la realtà irreale come possibilità. Il corpo sente sé come possibilità di movimenti quando nel mondo gli appaiono delle intenzioni tematiche che vive come assumibili ; la virtualità del mondo è il potere di irrealizzazione in cui il corpo vive la propria simbolicità. E’ molto importante rilevare sia questa simultaneità dell’apparizione del possibile con l’autoesperienza tetica del corpo, sia la maniera in cui il corpo —- teti-camente o no — è al mondo : proiettandolo, irrealizzandovisi, simbolizzandolo. 11 corpo è un potere di proiezione del mondo. II IL FENOMENO DELL’ESPRESSIONE CORPOREA Lo studio dell’intenzionalità corporea mette in chiaro alcune forme del tendersi del corpo ai significati del mondo ed è in grado di vedere la correlazione di senso che esistono tra le maniere dell’intendere e le forme mondane intese. Così la motricità, la sessualità, la percezione sono operazioni del corpo nelle quali questo si apre su delle modalità di senso del mondo. In un primo modo, quindi, i sensi germinano sotto gli occhi che guardano e che se li trovano davanti come universo sensibile determinato. Appare ben presto a chi considera la correlazione del sensibile e del sentire, che l’origine della messa in forma sensibile è il corpo il quale, mettendo in azione un organismo di poteri intenzionali, perviene ad un mondo di forme, in quanto esso stesso implicazione di forme, di modo che il corpo è « il focolaio dei significati del mondo ». C’è dunque una prima immanenza dei sensi mondani nel corpo ed un correlativo di spiegarsi di questi in un mondo reale. E’ questo il punto di arrivo della fenomenologia dell’intenzionalità corporea della parte precedente. Ma il corpo altre ad essere l’origine e quindi il centro dal quale si diffondono sul mondo, è a sua volta una cosa visibile sulla quale i sensi si depositano e sono visibili come su ogni altra cosa del mondo : il corpo è anche potere di esibire dei sensi nei gesti che compie. Si deve anzi dire che le prime percezioni che vengono 16