suffit pas que deux sujets conscients aient les mêmes organes et le même système nerveux pour que les mêmes émotions se donnent chez tous deux les mêmes signes» (u). E’ decisiva, nella costituzione del senso, la messa in forma operata dal comportamento totale, che convoglia « l’equipement psyco-physique », di per se stesso aperto ad una quantità di possibilità espressive, ad un senso determinato. Ad animare quindi il gesto ed a fare una instaurazione di senso è ciò stesso che lo fa un comportamento, l’ordinarsi a « melodia totale ». Un gesto è comportamento in quanto operazione di un’esistenza che è per definizione intenzione di mondo ; a fare gestuale un movimento del corpo e significante un gesto, è la presenza di un’intenzione di mondo. L'intenzione che anima ogni gesto corporeo è una messa in forma simultanea del corpo e del mondo (12), di modo che quel che viene dato come suo senso è una maniera dì atteggiarsi sul mondo, un modo singolo di incontrarlo, di trattarlo, di appropriarselo. « Le geste est devant moi comme une question, il m’indique certains points sensibles du monde, il m’invite à l’y rejoindre » (13). Di nuovo quindi si incontra come essenziale il carattere intenzionale del corpo, poiché solo da questo proviene la sua possibilità di significare, tanto come cogliere dei sensi nel mondo della percezione, che come portarne ed offrirne ad oggetto di percezione. 11 fatto che un movimento del corpo prenda di mira un mondo e lo indichi, e che insieme si offra come una via particolare di accesso a quel mondo, gli conferisce la struttura di un comportamento attraverso il quale qualche cosa ci viene detto e non solamente dato. L’animazione intenzionale del gesto è una trasparenza sul mondo che propone alla percezione dell’altro un movimento esplorativo di stile speciale. L’intenzione del gesto impone un itinerario originale alla coscienza che lo coglie, per cui anziché essere un oggetto su cui il potere di percezione si arresta e da cui si lasci circonvenire, come avviene nella percezione della qualità e della cosa, si presenta come uno spettacolo a più piani che impone un andamento sinuoso alla comprensione ; questa, per assecondarne la trasparenza, deve seguire le tappe del rinvio, senza con questo compromettere l’immediatezza dell’atto di comprensione. Benché « l’apparence d’un visage ou celle d'un objet d’usage soient d’emblée pour l’enfant l’enveloppe sonore, motrice ou visuelle d'une intention significative venue d’autrui » (14), senza che si debba ricorrere a qualche processo che non sia l’immediato intuire. In sostanza, è vero che « je lis la colère dans le geste Cependant le sens du geste n’est pas perçu comme l’est par exemple la couleur du tapis » (15). Cerchiamo di precisare la maniera particolare di questa accessione al senso, completando i risultati della descrizione e determinando meglio l’elemento di incertezza che vi era rimasto. Quanto si è detto fin qui può essere ricapitolato nell’idea deH’immanenza del senso al gesto e della conseguente immediatezza della comprensione del gesto ; tuttavia questa immediatezza ed immanenza non consentono una identificazione, ma esigono una differenziazione tra senso e gesto, per esprimere la quale Merleau-Ponty dice il senso alcunché di natura culturale ed umana, proveniente da una messa in forma intenzionale, mentre il gesto, per il suo aspetto di movimento fisico di un corpo, rientra in un ordine « naturale ». Questo vocabolario che fa del comportamento un’unità attiva di natura e cultura non è nè sufficientemente preciso nè giustificato e serve solo a descrivere e ad indicare un problema insito nella struttura del senso. In questa fase descrittiva troviamo solo la presentazione di una dualità nel senso gestito e notiamo come essa sia confermata dalla via particolare che, a differenza della percezione degli oggetti, deve adottare la percezione di un senso gestito nella percezione dell’altro nella quale si trova quella stessa 18