G/no Baratta JgflpQ gp^jg (^^0^3 nel teatro di Sanguineti * Lo smontaggio dei testi drammaturgici di Sanguineti che qui proponiamo, intende giocare con la compromissione e immergersi nell’equivoco, ma solo per escludere e l’uno e l’altro. In altri termini, contemporaneamente e dopo i segnali tra le fiamme del Living, di Grotowski, di Chaichin, di Schuman, proprio quan-dio l’assiomatica di Schechner, l’imperversare di Artaud, il progetto anche italiano di Bartolucci sembrano maggiormente compromettere una lettura del testo drammaturgico, inficiato com’è alla base di teologismo, di spiritual-pedagogismo, di logocentrismo, proprio in questa aura, la lettura del testo drammaturgico di Sanguineti ci mette in situazione. Intanto vogliamo premettere che il testo va letto come scrittura scenica potenziale e come tale viene sottoposto solo ad uno smon-taggio a livello linguistico-formale. In altre parole, un esame quindi da esercitarsi a livello di écriture drammatica. Ma ecco che scrittura scenica, écriture e altri maître-mots che si useranno, comportano un allargamento del discorso fino a contaminare la corporeità del segno (nel senso di Bartolucci) con il materialismo semantico, già circoscritto nella sua accezione dal gruppo di Tel quel : da Sollers fino a Baudry. Non solo ; decifrare l’écriture comporta immediatamente un esame sindiacronico della inter-testualità, così come la nozione s’è venuta precisando all’interno di Tel Quel grazie al connubio tra linguistica e produzione testuale; testualità-intertestualità che permette di collocare la scrittura di Sanguineti a giusta distanza dalla contemporaneità nostra e dai referenti (da Kafka a Freud) che tale contemporaneità continuano a connotare. Per dire la stessa cosa con Genette : la critique a pour une de ses tâches de reverser sur la littérature du passé l’expérience littéraire du présent et de lire les anciens à la lumière des modernes. Si tratta insomma di rilevare una doppia corrente di attrazione : da Kafka-Freud a Sanguineti e viceversa. Il che comporta il suffragio della indicazione eliotiana, secondo cui la comparsa di un’opera nuova nel terreno della letterarietà implica una generale ristrutturazione della trama, del tessuto della letteratura, où tout se tient. L’esame della scrittura drammaturgica di S. ci impegna dunque su due piani: e su quello dei rapporti, delle consonanze con le posizioni di Tel Quel e su quello di una tessitura teatrale, di una materializzazione scenica cui la scrittura drammaturgica è tensionalmente rivolta. Da ciò deriveranno da una parte i * Relazione letta al 18° Convegno Internazionale di Metodologia Estetica: Istituzione aperta e istituzione chiusa (approccio neofenomenologico e approccio strutturalista), Rimini-San Marino, 27-30 settembre, 1969. Al testo sono state apportate leggere modifiche; la parte in asterisco è stata aggiunta. 45