lato Ph. Sollers in una intervista con J. Henric 13 Infine, se seguiamo i percorsi delle due voci maschili, delle due femminili, delle due voci bianche ci accorgiamo che tali percorsi sono, per usare un termine di J. L. Baudry, a-causali. I loro itinerari sono immotivati se si vogliono considerare dall’angolazione : voce-personaggio-causa. Infatti il personaggio è morto ; l’avventura fonetica trova la propria motivazione entro la struttura della scrittura scenica. Il risultato che si ottiene è una coesistenza di vari tempi differenti, in uno stesso fatto teatrale. Abbiamo già rilevato anzi che all’interno della scrittura scenica una stessa dimensione temporale spesso di frantuma e si pluralizza. Perciò le voci, non muovendosi nè negli stessi spazi e neppure negli stessi tempi, non possono incontrarsi. In questo senso le itituzioni spazio-temporali subiscono un processo di radicalizzazione formale, o, e si vuole, soggiaciono ad un movimento centrifugo che, anziché avvicinare le piattaforme su cui si muovono le voci, le allontana sempre più. Protocolli porta ulteriormente avanti il discorso sul rovesciamento della parola già iniziato da Traumdeutung. Infatti si ottiene la fine del logocentrismo, del feticismo della parola grazie ad una specie di inflazione verbale, che proprio in quanto tale viene a negare al segno ogni valore di scambio. Anche in questo modo dunque le voci non possono incontrarsi. Riferendoci alla distinzione compiuta da E. Ben-veniste tra la soggettività del discorso e la oggettività del racconto, si può insistere nel mettere in rilievo che nella scrittura di Sanguineti manca il discorso soggettivo, proprio perchè questo cerca un tu, mentre, al contrario, ritroviamo un racconto che nella misura in cui tende alla letteralità spettacolare, si pone entro i parametri di una obiettività, caratterizzata dall'assenza di alcun riferimento non solo al narratore, ma anche ad un ipotetico interlocutore. In questo senso, parafrasando Benveniste, si potrebbe dire che la scrittura drammatica racconta se stessa. Ciò sembra potersi confermare col fatto che, se è vero che il linguaggio può essere considerato quale sistema puramente differenziale, allora la differenza dei linguaggi usati dalle voci, dai locutori congela uno spessore spaziale, divisorio tra voce e voce, tra soggetto e soggetto. 1) L. Rosiello, Struttura, uso e funzioni della lingua, Firenze, 1965, p. 136. 2) R. Poirier così continua: « Cela suppose un élément mystérieux de devination de l’au-delà, que nous rencontrons à chaque pas en philosophie. Darrière les mots, les phrases E IL VOSTRO FOTO - CINE - OTTICA OTTICO DI FIDUCIA Bertoli - Corso Umberto 1, 24 Mantova - tel. 21.778 55