La seconda invariante è costituita da quella ribellione del personaggio all’as-servimento patito, di cui il topos della fuga non è che uno dei modi d’essere fondamentali. E’ questo l’elemento della mutazione e della sorpresa, atto a introdurre un violento scarto nel rettilineo andamento della vicenda. Generalmente si configura nei modi deìYesplosione, con una tendenza tuttavia a non risucchiare interamente il personaggio che ne è portatore, i cui tratti comportamentistici mantengono sempre, anche nell’acme della deviazione e dello stravolgimento, un ultimo aggancio con la configurazione loro imposta dal meccanismo avvolgitore. Così i personaggi femminili A e B nel settore A e il personaggio X in B restano tenacemente legati a un « contegno di base gelido » e a una signorilità fondamentale di tono, a onta delle furiose quanto intermittenti crisi attraversate. Ora, proprio perchè il gesto eversore ha sempre una funzione di choc e di sorpresa, non solo e non tanto sullo spettatore, quanto piuttosto sulla normatività imposta alla vicenda della struttura di base, ne deriva che il personaggio depositario del gesto ribellistico si trova ipso facto ricondotto al rango di catalizzatore di varianti, nel senso preciso in cui la sua azione deviante, aprendo una falla nel meccanismo avvolgitore, richiede un intervento compensatorio e raddrizzante da parte degli altri personaggi. In Relax non esiste un solo gesto d’un certo rilievo che possa dirsi perfettamente conchiuso in se stesso, ¡scrivibile in un ambito puramente privato e personale : nella misura in cui esso introduce una modificazione non prevista, il suo effetto è di propagarsi a macchia d’olio sul tutto, scatenando una ridda di controgesti simmetrici ma di segno completamente opposto. Non sempre però il movimento contrastante si svolge nei modi della violenza fisica, così come nel caso della diade inseguimento/fuga. Altre volte la strategia è più sottile, più raffinatamente blandente, come nel settore C, in cui l’azione deviante impressa dal personaggio D all'ossessiva trama mimico-gestuale, è contrastata da G con una tecnica sapientemente edulcorata, esempio tipico quell’altalena che scende miracolosamente dall’alto e la cui apparizione ha il potere di acquietare temporaneamente il furore eversivo di D. ( pag. 431). Ma se a livello macroscopico il meccanismo situazionale blocca sul nascere ogni tentativo di evasione o, spostandolo, sul piano della serialità, finisce col renderò nullo, a livello minimale si assiste a un’azione di rappresaglia minuta e capillare, che percorre come magma sotterraneo tutto il palcoscenico di Relax. Il principio unificatore di questa nuova e più insidiosa ventata insubordinativa è non si capisce più chi vuol andarsene e che lo impedisce: entrambe fanno l’uno a l’altro. C sembra allibito, corre verso il fondo. Alla fine B si trascina sul sedile. Riprendono entrambe letteralmente distrutte il gioco. (Pag. 429). Come si potrà notare, mentre i punti 1 e 2 presentano più o meno la stessa configurazione (tentativo di fuga di B con A (e C) in funzione di custodi dell’ordine), nel punto 3 si assiste alla variante « ritualizzata »: è lo stesso personaggio A a sollecitare la trama con un sommesso quanto perentorio invito a B. Indi stesso procedimento di cui a 1 e 2. Il punto 4 presenta invece l’artificio di inversione delle parti, mentre in 5 si assiste al processo di « indistinzione » già illustrato in testo. Indicando con il movimento di cattura di un personaggio in « fuga », la sequenza con cui nel settore A tale « topos » si presenta potrebbe essere così schematizzata: 1) A ^ B 2) A ^ B 3) A ^ B (« ritualizzato ») 4) A ^ B (« rovesciamento ») 5) A s / B (« indistinzione ») 69