Tutta la provincia era sul posto, ciascun settore essendo stato calcolato e incasellato, secondo le più moderne tecniche statistiche. Furbacchioni, si inoculano il delirium tremens, ecco che fanno : poi muoiono con incredibile solerzia B - E’ è molto meglio che tu taccia piuttosto che applaudire o condannare. Ne nascerà dopo un giudizio più moderato A - Un Dio, se c’è non può essere che moderato B - Ad ogni bagliore giallo un nuovo effluvio di gas. In breve, nella piazza, dormivano tutti, con esaltante puntualità. La bocca aperta, le mani alzate, per esempio. O continuando inerti a urlare. Che splendore (pagg. 414-15 j o quest’altro in cui, sul motivo precedente recuperato sino a secernere l’elemento che fornisce il titolo all’intera composizione, s'innesta bruscamente alla fine uno spezzone dialogico chiaramente mutuato dalla vicenda narrata da X nel settore B : B - Ecco è stato notato, alla luce dei riflettori, ed opportunamente fotografato, lo stupore di tutti. Quando il gas, in tutto quel bianco li rese immobili, applaudirono onestamente A - Tu tu e tu: relax - detto con voce suadente all’altoparlante. L’effetto è apparso rapidissimo. Certi scettici avrebbero dovuto vederli, così tranquilli, accovacciati sulle statue mozze A - (prorompendo) La vecchiarda si inghirlandò il sesso di trine... (pag. 423). A una parola violentemente sottratta all’infrastruttura mimico-gestuale, alte-ratrice per eccellenza di piani e provocatoria di una nuova spazio-temporalità, è affidata quindi in Relax l’estrema possibilità offerta al personaggio di contestare il « meccanismo avvolgente ». L’anarchia e il disordine che essa crea sulla scena sono ancora una volta il segno di quella disperata tensione libertaria che anima il personaggio perrierano. Ma si tratta, appunto, di tensione disperata : l’azione di Relax si chiude così come aveva avuto inizio, con personaggi « via via sempre più stremati », ma tenacemente asserviti al dispositivo di base. Se le microstrutture ci offrono moltiplicati i focolai di resistenza, la macro-struttura resiste implacabile all’insubordinazione. L’estrema invariante enucleabile dallo spartito di Relax è racchiusa quindi in un ultimo topos : quello della circolarità. 1) M. Perriera - Intervento effettuato nel corso di un dibattito, tenutosi a Palermo nel settembre 1965, tra critici e scrittori del Gruppo '63, e poi pubblicato in II romanzo sperimentale, Milano 1966. 2) M. Perriera - Lo Scivolo in Marcatre nr. 4-5, marzo-aprile 1965, pagg. 45-48. 3) A. Plebe - Si può sperare nel « Gruppo ’63 »? in II Contemporaneo, n. 68, genn. 1964, pagg. 35-41. 4) A. Plebe, op. cit., pag. 35. 5) Usiamo tale termine nel senso conferitogli da A. Greimas in Semantica Strutturale, Milano 1968, cap. X, pagg. 207-232. 6) M. Perriera - No io non in Presenza Sud 1968 pag. 51-52 - Va tuttaria sottolineato, a giustificazione del criterio adottato nella presente lettura, che tale lavoro, anche se pubblicato dopo Relax, gli è tuttavia anteriore quanto a composizione. 7) La sottolineatura è nostra (u. a.). 8) In questo passaggio si vuole alludere al rifiuto perrierano d’un personaggio a tutto tondo, portatore pieno cioè d’un suo nucleo individuale, per dar vita piuttosto a una conformazione bipolare del personaggio stesso, da un lato costretto entro i termini della struttura di base, dall’altro votato a una azione provocatoria di sviamento, di cui rimpianto verbale è una delle componenti fondamentali. 9) Si noti a questo proposito l’insistenza su espressioni del tipo di che cosa si sa in giro o Ehi, senti qualcosa o l’evidente metafora del teatro contenuta nel tema della città in procinto di scoppiare: d • La città scoppierà senza rumore da un momento all’altro... d - ora scoppia, non è vero? (Se. II) d - Ehi, la città non scoppia I - La città non scoppierà (Se. III). 10) M. Perriera ■ Tu e tu e tu relax! in Nuova Corrente nr. 39-40, anno 1966, pagg. 410-442. 71