G, è alto, come tutti gli altri giganti, non meno di 2 metri e 70. Tiene fisso sul volto quel tipo di sorriso del quale si dice che è « smagliante ». Il suo luogo di base è il 2° piano. Bisogna fargli fare una bella figura in scena. C’è, nella zona, una fretta malcelata. ZONA B (a sinistra, per lo spettatore, luce azzurraj Forse un ufficio di alta contabilità. Sul fondo, un plinto bianco. Uno strano apparecchio — con una infinità di luminosi e vezzosi pulsanti — alla estremità destra. Più indietro vista di fianco, una lavagna. All’estremità sinistra, una freccia volta verso il basso con la scritta « SILENZIO ». Due presenze di base : una ragazza — A poco più di una bambina, è ai pulsanti. E’ in tutù bianco ( non può che essere bellina). Un gigante — G2 — è alla lavagna. Un frenetico passaggio di « dat » da G2 ad A è il motivo propulsore della costante dinamicità di base della zona, che si sviluppa in ciclo : A preleva i dati che le fornisce il gigante, se li strofina violentissimamente sul ventre, corre ad elaborarli, in trance, nel quadro dei pulsanti. Dal quadro, ad un ritmo abbastanza frequente, saltano fuori ulteriori dati su carta. (Pensare, per intenderci, ad una calcolatrice). Quindi la ragazza, col foglietto di carta ottenuto, uscirà di scena e tornerà poi correndo per riprendere il ciclo. Per tutta la durata del pezzo, ad intervalli regolari, uomini in bianco con guanti bianchi di gomma porteranno sul carrello, con la massima cura, pacchi cilindrici alti da m. 1,65 a m. 1,85 e li andranno a sistemare in scena, per esem- pio uno sull’altro. I cilindri sono avvolti in carta bianca e legati con nastro elegantissimo, che termina in uno splendido fiocco. L’azione del portare cilindri e uscire determina, assieme al ciclo A - G3 e seguito, il ritmo ottico della zona. A compie freneticamente i suoi gesti costanti ; forse con rabbia, certo con coreografica eleganza. G2, in camice bianco, mostra costantemente la sua invidiabile felicità. Delle altre presenze, che graviteranno sulla zona, riferirà direttamente l’azione. Si cerca, nel settore B, di rendere oleografica la frenesia. ZONA C (in alto, ma più in fondo, sulla perpendicolare della zona B - Luce arancione) Luogo non identificabile. Vi appaiono puntualmente un uomo e 2 giganti. L’uomo bardato presso a poco come un primario che esce dalla sala operatoria. Ma c’è il modo anche di immaginarselo in diversa toilette. Lo chiameremo M. Ogni volta che si fa luce nella zona, M, che viene puntualmente sorpreso in atteggiamento imprevedibile, subito scatta e urla le sue battute. La sua voce è altissima, strozzata ; gridando salta e gesticola febbrilmente come un bambino contento (secondo il feticcio oleografico). I due giganti (ovviamente G3 e G') che gli stanno accanto, getteranno con gesti sufficientemente neoclassici, pugni di caramelle in sala e sul palcoscenico. Sono molto belli. Inoltre, è la specialità dei giganti, sorridono sempre, molto più largamente di quanto non sia, su base anatomica, pensante.