ZONA B ZONA A Solito rumore di passi ; solito trauma per A. Entra in scena B, stavolta seguito da un donnone immenso e piagnucoloso. E’ agghindata incipriata ; è stupita ; incerta. Ha sotto il braccio un album di fotografie e in mano un fazzoletto che si preme quasi costantemente sugli occhi. B è molto cerimonioso con lei. Guida il donnone fi no al delicato sgabello che un portatore ha posto, in gran fretta, sul proscenio. B ora chiede la massima funzionalità, battendo il tempo sul tamburo, distribuendo baci e ca rezze ai collaboratori, ingollando carta. Il donnone, rivolto verso il pubblico, appare allibita. E’ anche impaziente, inquieta. Frigna. Poi apre l’album e servendosi di una grande lente di ingrandimento scruta at-tentemente i particolari delle fotografie. Ride. Dopo un pò, richiude l’album e ricomincia frignare. Intanto alcuni portatori vengono ad offrirle des- ZON A C SPEAKERS QUE ORMAI UN’ELEZIO NE UNANIME, MOLTO PIÙ’ CHE UNA NECESSITA’ STORICA. Una bambina scomparsa nelle acque, ripescata e opportunamente curata, viene fatta giocare con barchette di plastica ovviamente direzionate verso l’edificio. La zia, una insignificante trentenne particolarmente loquace ed apprensiva, ha tentato ripetutamente di morsicare le barchette, allo scopo, probabilmente inconscio e sadomasochistico, di modificarne l’orientamento. E’ stata trattata con rapide e portentose prestazioni sessuali e con tre o quattro esempi edificanti di solidarietà. Ora beatamente si accompagna alla graziosa nipotina verso di voi.