RECENSIONI COLLOQUIO INTERNAZIONALE DI METODOLOGIA ESTETICA « Istituzione aperta e istituzione chiusa ». Un modo sufficientemente concreto di introdurre il discorso intorno al Colloquio di estetica (tenutosi a Rimini - San Marino, presso il Centro internazionale ricerche sulle strutture ambientali « Pio Manzù ») può essere quello di riportare subito il testo disposizionale del manifesto e la relazione finale, entrambi firmati da Luciano Anceschi, che ha coordinato il Colloquio. X due testi possono costituire i parametri entro i quali si sono collocati la serie di interventi ed il successivo dibattito. Ecco dunque: « Chiarire che cosa oggi si intenda per istituzione (artistica, letteraria, culturale) sembra esser compito utile in un momento in cui il concetto stesso di istituzione si propone in modi problematici in un orizzonte di crisi della nozione. Possiamo ancora parlare di istituzioni? Ed eventualmente in che senso? Se si parla di istituzione aperta o di istituzione chiusa che cosa si intende? Come è presto chiaro, il problema tocca alcuni territori costitutivi dell’estetica, ma non solo dell’estetica, anzi della civiltà contemporanea nelle sue strutture portanti. In realtà, noi assistiamo ad una profonda inquietudine delle istituzioni. C’è un metodo capace di giustificare la continua instabilità, il continuo mutare, il formarsi e dissolversi continuo delle istituzioni? D’altro canto, lo strutturalismo, la semiologia, il formalismo — con le loro motivazioni e le loro proposte — tendono sempre più a garantirsi nelle forme di un sistema chiuso, mentre recenti movimenti artistici (arte povera, happening, environment...) anzi tutta la esperienza artistica e letteraria contemporanea, da un lato, e, dall’altro, correnti di rinnovamento del costume (lotta contro l’autoritarismo...) pongono sempre più risolutamente l’accento sui modi di un sistema aperto di comportamenti liberi e liberatori. L’esame del problema che nasce dalla considerazione di queste opposizioni consentirà, alla fine, di mettere in luce quali apporti possono dare alla sua chiarificazione metodi diversi, come lo strutturalismo e la nuova fenomenologia critica ». La relazione finale stesa il 30 settembre, dopo tre giorni di confronti e discussioni è la seguente: « Il gruppo di lavoro impegnato nella discussione su Istituzione aperta e Istituzione chiusa, ha discusso in particolare i rapporti tra estetica fenomenologica e strutturalismo. Ci si è innanzi tutto preoccupati di chiarire che lo strutturalismo cui la nozione di Istituzione chiusa si riferisce e che appare incompatibile con la fenomenologia è, non può che essere, lo strutturalismo ontologico di Lévi-Strauss, pur riconoscendo che la chiusura che tale strutturalismo denuncia non risiede propriamente nell’approccio, non è insomma tanto una chiusura metodologica quanto una chiusura speculativa. Rilevate poi nel corso di un ampio dibattito alcune convergenze metodologiche fra estetica fenomenologica e strutturalismo praghense, il gruppo di lavoro ha altresì messo in luce le divergenze epistemologiche che dividono un ambito di ricerca dall’altro. Infatti nella misura ir. cui tende a far valere un’esigenza teoretica la fenomenologia non trascende l’esperienza, ma risolve le sintesi chiuse e limitate dell’esperienza stessa, nella legge di un’universale correlazione, mentre per la linguistica strutturale almeno là dove essa aspira a costituirsi come scienza legittimamente in grado di usufruire dei principi e dei metodi delle scienze della natura, il piano empirico non può che designare il livello di partenza per processi astrattivi capaci di garantire una dimensione teorica della ricerca. Le divergenze risultano macroscopiche dal confronto tra estetica fenomenologica e linguistica glossematica e comportamentistica. D’altra canto, il gruppo di lavoro non ha mancato di sottolineare che un certo tipo di approccio ai problemi aperti al confronto interdisiplinare si rivela particolarmente fecondo di risultati; risultati che avrebbero potuto essere più ampiamente verificati se fosse stata resa possibile una collaborazione di mutuo confronto con la sezione del Convegno 116